Honda Jazz, 1.000 km con l’auto che crea “dipendenza”

L’abbiamo guidata, certo, ma anche vissuta giorno per giorno. Ed è così che ne abbiamo scoperto ogni minimo segreto

Siete sicuri di avere davvero bisogno di un SUV? Di un B-SUV nello specifico? I gusti sono gusti e non si discutono. E qui non cercherò certo di convincervi che uno sport utility sia una scelta sbagliata. Anche perché non lo è, ovviamente. Però, questo sì, dopo aver guidato per oltre 1000 km la Honda Jazz Hybrid, un consiglio agli indecisi mi sento di darlo.

Indecisi appunto fra una due volumi di segmento B, che per comodità da qui in avanti chiamerò utilitaria (ma che utilitaria non è più, nel senso stretto del termine) o un B-SUV. Auto che all’interno dei vari Gruppi hanno praticamente tutto in comune: dalla piattaforma alle sospensioni, passando per motori ed elettronica. Si tratta quindi di macchine che differiscono per design, proporzioni e dimensioni della carrozzeria, ma che dal punto di vista delle prestazioni e dei volumi interni sono praticamente sovrapponibili.

Uno spazio che sorprende

E partiamo, per questi 1000 km con la Jazz, dagli spazi interni. Che sono davvero sorprendenti. Il che non è per nulla strano: il merito è del coraggio di Honda nel persistere con la carrozzeria da piccola monovolume (non si tratta quindi di una classica due volumi) e con alcune soluzioni molto costose dal punto di vista produttivo ma che si rivelano vincenti nella vita di tutti i giorni. E su questo torneremo più avanti. Rimaniamo un attimo sulle proporzioni della carrozzeria.

Monovolume dunque: se si mettono in rapporto gli ingombri esterni con i volumi interni, non c’è tipologia di carrozzeria che possa battere questa. Non solo: guardate quanto è panoramico l’abitacolo, quanta visibilità regali verso l’esterno. E qui c’è tutta la maniacalità di Honda nell’ottimizzazione di ogni piccolo dettaglio. Il montante non è un montante come un altro ma è sdoppiato in due porzioni sottili, che lasciano molta “luce”.

Il risultato è che quando si svolta lo si fa sempre nella massima sicurezza. Nulla rimane nascosto alla vista. Altra piccola grande accortezza: il posizionamento dei tergicristalli al di sotto della linea del cofano motore. In questo modo non solo chi guida non li vede, ma l’aria non trova ostacoli, a vantaggio di rumorosità ed efficienza aerodinamica. Fidatevi non sono dettagli, nella guida di tutti i giorni anche questo consente di rimanere più rilassati, più concentrati sulla guida.