Auto elettriche: la guida per scegliere il SUV a batterie

26 novembre 2019 - 16:54

La MX-30 è l’esempio perfetto di come, in Mazda, ingegneri e designer godano di una libertà che i colleghi di altri marchi possono solo sognare. Slegati (almeno in parte) dalle logiche dei grandi Gruppi automobilistici, possono infatti sperimentare vie alternative. Il concetto di ibrido, per esempio, a Hiroshima non si applica a un’unità endotermica supportata da una elettrica, ma a un motore a combustione interna che abbina i vantaggi del diesel a quelli del benzina: Skyactiv-X.

Per nulla banale anche l’elettrico: se gli altri si affannano (Honda esclusa, con la “e”) a proporre pacchi batterie sempre più grandi e capaci, in Mazda si dicono sicuri che uno da 35,5 kWh sia più che sufficiente e che anzi, sia il giusto compromesso tra prestazioni, ingombro e peso. E a chi fa notare che l’autonomia non potrà essere delle più alte – 200 km stimati (anche se non sono ancora stati comunicati i dati ufficiali) – i giapponesi rispondono che per il genere di vettura tale distanza tra una ricarica e l’altra sia perfetta. Il mercato, in tal senso, darà la risposta.

A proposito: la MX-30 sarà in consegna a partire dalla metà del prossimo anno, a prezzi non ancora comunicati. Se vi piace e la volete tra i primi, però, sappiate che potete prenotarla versando 1.000 euro di anticipo.

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