Auto elettriche, la ricarica Ionity costa più del pieno di un SUV da 400 cavalli

Ionity ha annunciato le nuove tariffe per chi non è abbonato: 0,79 euro al kWh

27 gennaio 2020 - 12:48

Ionity, ovvero il consorzio fra Audi, Bmw e Mercedes, cui si sono aggiunte successivamente Ford, Hyundai e il resto del Gruppo Volkswagen, alza il prezzo della ricarica – per i non abbonati – a 0,79 euro al kW. Un “brutto colpo” per chiunque abbia deciso di passare all’auto elettrica, ma anche per chi lo sta pianificando.

IONITY, IL SERVIZIO DI RICARICA ULTRA-VELOCE

Per chi non lo sapesse, Ionity è nata per diffondere, in Europa, colonnine che assicurano fino a 350 kW di potenza. Dunque, le ricariche ultra-veloci, che sono tanto più importanti quanto più il pacco batterie aumenta di dimensioni (come sta accadendo sulle elettriche di ultima generazione, elemento chiave per allungare l’autonomia).

UNA RICARICA PASSA DA 8 A (MEDIAMENTE) 40 EURO

Calcolatrice alla mano, la nuova tariffa (al momento si pagano 8 euro a ricarica, indipendentemente dall’energia emessa) in vigore dal 31 gennaio azzererà la convenienza dell’elettrico, nel caso in cui ci si attacchi a una colonnina Ionity. Prendiamo un’Audi e-tron come esempio: batteria da 95 kWh di capacità nominale, di cui 83,6 effettivamente disponibili. Ipotizzando di caricare l’80% di 83,6, quindi 66,9 kW/h, il conto è di 52,8 euro. Una cifra che permette di coprire – stando alla percorrenza media dichiarata di 4,4 km/kWh – 294,36 km. In sostanza, la spesa sarebbe la stessa sostenuta per un’auto a benzina che percorre solo 9 km/l. Vista in modo diametralmente opposto, con gli stessi soldi si potrebbe riempire il serbatoio con 32,4 litri (calcolo effettuato con la benzina a 1,63 euro al litro) di “verde”, oppure con 34,5 litri di gasolio (a 1,53 euro al litro). In sostanza, con un’Audi Q8 55 TFSI a benzina si farebbero 304,5 km e, con una SQ8 TDI da 435 cv, ben 386,4. Audi però ha già “riequilibrato” la situazione: prima ancora dell’entrata in vigore delle nuove tariffe, ha comunicato che per i clienti Audi è previsto uno sconto del 60%: 0,31 euro/kWh. Tornando ai numeri di cui sopra, il l’80% del “pieno” di elettricità cala a 20,73 euro: una cifra che permette di coprire 119,6 km con la Q8 TFSI e 151,7 con la SQ8 TDI. La E-tron torna dunque “vincente”. Non resta che aspettare che anche BMW, Mercedes e gli altri comunichino (si spera) le proprie tariffe agevolate.

AUTO ELETTRICA SÌ, MA SOLO SE CONVIENE

La diffusione dell’auto elettrica, così come di quella a metano o a GPL, è strettamente legata alla convenienza economica. In altre parole, se il cliente finale non vede un risparmio, nella scelta dell’elettrico, rimane dov’è (la coscienza ecologica prevale, salvo casi isolati, quando il reddito è da alto a molto alto). Il caso della Norvegia è esemplare. Sul mercato scandinavo le elettriche hanno superato le auto a motore endotermico non perché gli automobilisti norvegesi siano dei virtuosi. Per quale motivo, dunque? Perché fra incentivi all’auto a batterie e “disincentivi” per quelle a benzina e a gasolio, circolare con le prime è nettamente più vantaggioso.

NON SOLO COSTI, MA ANCHE AUTONOMIA, TEMPI DI RICARICA, ECC.

Nel caso specifico dell’auto a batterie, ovviamente, contano anche autonomia, capillarità della rete e tempi di ricarica. Ecco perché la mossa di Ionity, vista in prospettiva, non è certo una spinta alla diffusione dell’auto elettrica. Va molto meglio con Tesla: la ricarica ai Supercharger costa circa 0,3 euro/kWh (variabili in base a fattori come configurazione e stato di usura del veicolo e alle condizioni generali della batteria).

MANCA LA CERTEZZA ATTORNO ALL’AUTO ELETTRICA

Detto questo, non ci si deve dimenticare che le ricariche dalla rete della Casa americana erano gratuite, per chi acquistava una Tesla fino al 1° gennaio 2017. Successivamente, sono diventate appunto a pagamento, prima del parziale dietrofront dell’estate 2019, quando la ricarica è tornata a essere gratis, ma solo per le vetture top di gamma. Insomma, la sensazione è che per i consumatori ci siano ben poche certezze, al momento. E in economia l’incertezza rispetto al futuro è il nemico numero uno. Soprattutto per la propensione all’acquisto, quando si parla di cifre ingenti come quelle necessarie per un’auto nuova.

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