Subaru Forester, il SUV prima che diventasse di moda

È uno dei primi Sport Utility in assoluto, anche se qualcuno l’ha sempre considerata una SW rialzata

1 febbraio 2020 - 6:30

Nel 1997 il mercato dell’auto propone citycar e utilitarie, le compatte come la Golf, le berline (di varie dimensioni) con le rispettive varianti station wagon, oltre alle sportive (cabrio e coupé) e alle fuoristrada. Pochi, pochissimi i modelli che sfuggono a queste classificazioni. Pochissimi i SUV nel senso moderno del termine, ovvero delle auto capaci di soddisfare le esigenze di una famiglia in termini di comfort e praticità, senza eccedere nei costi. Uno di questi lo produce Subaru, si chiama Forester.

MOTORE BOXER E TRAZIONE INTEGRALE

Sono passati 23 anni, ma nella scheda tecnica di una Subaru i punti fermi restano ancora gli stessi: 4×4 e motore boxer. Oggi si è aggiunto il modulo elettrico che dà vita all’e-boxer ibrido, però le basi non si discutono. Così come non si discute il fatto che la carrozzeria muscolosa e la posizione di guida rialzata facciano propendere per il “partito” di chi, nella Forester, ci vede più un SUV che una station wagon.

PRENDE SPUNTO DAL CONCEPT STREEGA

Il primo avvicinamento di Subaru alla Forester è datato 1995, è il concept Streega che viene svelato nel 1995 al Salone di Tokyo e che contiene già molto del modello definitivo. Un’auto, quella definitiva, che alterna dei pezzi “d’autore” ad alcune disattenzioni inspiegabili. Alcuni esempi? Le finiture sono curatissime praticamente ovunque, ma alcuni pannelli della carrozzeria sono assemblati in modo abbastanza approssimativo. Quanto alla praticità, l’abitabilità posteriore è da record, rispetto all’ingombro della carrozzeria, mentre il bagagliaio è piccolo.

CON LE MARCE RIDOTTE VAI DAPPERTUTTO

Come accade oggi, l’ottimizzazione dei costi impone la massima condivisione delle parti. Ecco dunque che la Forester nasce sulla base tecnica dell’Impreza. Il motore è il medesimo –  il primo disponibile è il 2 litri aspirato da 122 CV – così come la trasmissione, che comprende la già citata trazione integrale, ma anche le marce ridotte. Il primo upgrade arriva nel 1998 con il 2.0 turbo da 170 CV, questa volta senza marce ridotte. Seguono aggiornamenti di minore importanza, fra i quali non compare il motore diesel; arriverà qualche anno dopo.

DOPO LA PRIMA, ALTRE QUATTRO GENERAZIONI

Il coraggio di osare di Subaru viene premiato dai numeri di mercato. Soprattutto negli USA, la Forester è un grande successo e, più in generale, che l’intuizione sia giusta lo conferma il fatto che nel frattempo siamo giunti alla quinta generazione. Detto questo, se è vero che il nome del modello rimane sempre lo stesso, è vero anche che dalla terza generazione in avanti il cambiamento è grande.

La seconda generazione (qui sopra), quella del 2002, pur essendo tutta nuova, si potrebbe infatti confondere per un pesante restyling della prima.

Con la terza (foto sopra), invece, si assiste all’abbandono della separazione netta dei volumi (cofano motore e tetto), e al contemporaneo innalzamento sia della carrozzeria, sia della linea di cintura, In altre parole, la Forester si adegua al design che va per la maggiore. Se da un lato si rinuncia a un po’ di personalità, dall’altro si punta a conquistare il maggior numero possibile di clienti. Qui sotto, nell’ordine, quarta e quinta generazione.

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