Škoda Karoq 1.6 TDI, speciale nei dettagli

Il SUV compatto di Škoda punta a insidiare insediare le best-seller del segmento. Elevata la qualità costruttiva. Efficace la motorizzazione Diesel da 115 cavalli, abbinata al cambio automatico DSG e alla trazione anteriore

27 marzo 2018 - 15:03

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Trazione anteriore e DSG
Oggi i SUV compatti sono apprezzatissimi dal pubblico, è un dato di fatto. Questo genere di auto piace per le forme, la posizione di guida rialzata e gli abbondanti volumi dell’abitacolo, mentre la vocazione offroad passa normalmente in secondo piano. Per queste ragioni può avere senso privilegiare una versione a trazione anteriore, spostando sul cambio DSG a 7 rapporti una parte dell’investimento (1.650 euro). Con i suoi 4 metri e 38 centimetri di lunghezza possiamo affermare che, nel suo genere, si tratta di un’auto compatta. In questa versione a trazione anteriore la SUV ceca può essere una valida alternativa a Fiat 500X, Jeep Renegade, Citroën C3 Aircross e Hyundai Kona


Qualità diffusa
La piccola SUV è costruita sulla piattaforma modulare MQB e condivide le “fondamenta” con numerosi modelli del Gruppo Volkswagen. Piattaforma modulare significa che può adattarsi a ospitare scocche di diverse dimensioni, dalla piccola Volkswagen Polo alla ben più grande Skoda Kodiaq. Anche le motorizzazioni sono in comune con altri modelli. Si parte con il 1.0 TSI 3 cilindri da 115 cavalli per passare al 1.5 TSI da 150 cavalli, entrambi a benzina. Per quanto riguarda i Diesel abbiamo il 1.6 TDI da 115 cavalli dell’esemplare in prova e il più potente 2.0 TDI da 150 cavalli. Tutte le motorizzazioni sono Euro 6, abbinabili al cambio automatico DSG.
Tanta voglia di rifiorire
Piattaforma di base e motori del Gruppo VW sono un ottimo punto di partenza. Ma le qualità della Karoq non finiscono qui. Škoda, infatti, sta lavorando da anni per raggiungere un efficace posizionamento commerciale, che ne valorizzi praticità e contenuti. Tutto questo si vede in alcune soluzioni, emblematiche della filosofia Simply Clever: un primo esempio sono i fari full LED con sistema AFS (Adaptive Frontlight System) che regola automaticamente l’intensità luminosa a seconda delle condizioni ambientali. Poi c’è l’utile sistema VarioFlex che permette ai sedili posteriori di scorrere, reclinarsi e ribaltarsi indipendentemente (tutti e 3!) e perfino di essere rimossi completamente. La capacità di carico può variare da 479 a 588 (con lo scorrimento) e raggiungere l’eclatante valore di 1.810 litri rimuovendo i sedili. Praticamente questa Karoq può trasformarsi in un mini van!

Dettagli piccoli ma speciali
Questa piccola SUV è fiera del marchio che porta e lo mostra dandoci il benvenuto con la proiezione del logo sotto la portiera. Sotto il sedile passeggero troviamo un vano che contiene un ombrello originale Škoda e sono presenti le bocchette di aereazione per i posti posteriori. A richiesta si possono avere i sedili posteriori riscaldati. Non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di un’auto che a listino parte da 24.000 euro per raggiungere nella versione top i 34.000. A illuminare il baule pensa una piccola torcia LED, mentre il tappeto sul fondo è double-face. Tessuto per tutti i giorni, gomma lavabile per i trasporti eccezionali. Dettagli che sono il segno dell’attenzione al cliente.


Assistenza di livello
Cosa offre questa Karoq in termini di connettività? Cuore del sistema infotainment è lo Smartlink +, compatibile con AndroidAuto e Apple CarPlay e in grado di replicare il contenuto dello smartphone sullo schermo principale. Quest’ultimo vanta una diagonale di 9.2’’ e mostra le indicazioni di percorso date dal sistema di navigazione Columbus 3D. Visto che oggi si vive di multimedia, Škoda ha estratto dal cappello una particolare trovata (Simply clever, appunto…) per i passeggeri che siedono sui sedili posteriori. Un supporto per smartphone o tablet che si fissa ai poggiatesta anteriori per alleviare la noia dei lunghi viaggi. Molto curata la parte di assistenza alla guida: il Lane Assistant è affiancato da un Adaptive Cruise Control particolare, che integra il Traffic Jam Assistant, un sistema che negli ingorghi frena, accelera e addirittura sterza per evitare potenziali ostacoli.


  DRIVE  


Ribadisce il concetto
Al posto guida si siede comodi e abbastanza in alto. Il volante è relativamente ingombrante ed è quindi necessario portare il sedile un po’ in alto per avere una visuale pulita. Una volta fatto, si domina la strada, eccezion fatta per lo specchio retrovisore, che ci sembra piccolo. Al centro, nella parte alta del cruscotto, domina un vano con sportello richiudibile, che sfrutta intelligentemente uno spazio solitamente inutilizzato. Lungo porte e cruscotto corrono LED colorati che definiscono una piacevole ambientazione. Dieci le possibile colorazioni.


High-quality
Sui sedili posteriori si ha la piacevole impressione di stare in alto, con parecchio spazio per le ginocchia. Torniamo al posto guida: è inevitabile notare la buona qualità. Materiali, assemblaggi e pulsanti sono di buon livello.
Nella prima parte del percorso viaggiamo dopo il tramonto: è l’occasione per apprezzare l’estensione e la potenza del fascio luminoso. Nella marcia cittadina il motore gira sotto i 2000 giri/min, sostenuto da una piacevole sonorità.
In S è un’altra storia
La Karoq si muove bene in città: il cambio DSG, impostato su D, mantiene alti i rapporti, regalando una rilassante souplesse di marcia. Se si è di fretta, invece, la modalità D appare un po’ troppo “rilassata”: in ripresa tende a mantenere il rapporto lungo anche se si preme l’acceleratore quasi a fondo. Il kick-down bisogna andarlo a cercare. Si rischia così di sottovalutare le potenzialità del 1.6 TDI da 115 cavalli. Un tocco all’indietro sul selettore del cambio e si inserisce la modalità “sportiva” S: la piccola SUV si trasforma, letteralmente. Il motore viaggia sempre sopra i 2.000 giri/min e in questa zona è reattivo e caratterizzato da una bella sonorità. La Karoq scatta in modo brillante, riconfermando la sensazione di complessiva grinta che avevamo percepito provandola in Lapponia.


Agilità inaspettata
Si può viaggiare nella tranquillità della modalità D oppure muoversi più rapidamente nel traffico in S. Tra le due mappature del cambio c’è un bel salto, e forse una mappatura intermedia non guasterebbe. La vettura in prova è inoltre dotata di piccole palette al volante: non è il genere di auto con cui si corre, ma visto che ci sono, proviamole. Il doppia frizione Volkswagen si riconferma davvero efficace: non sbaglia un colpo.

Nonostante sia un SUV con baricentro alto, la Karoq si è dimostrata agile. Questa è la sua dote migliore anche perché è inaspettata. Lo sterzo è leggero, il freno reattivo e ben modulabile: insomma l’esperienza di guida è nel complesso molto piacevole.


Vi assiste con cura
Nel frattempo ci siamo spostati su strade a maggior scorrimento, ottima occasione per mettere alla prova i sistemi di assistenza alla guida. Il sistema di mantenimento della corsia stupisce per la logica predittiva: in curva non aspetta che si vada a toccare la linea ma interviene anticipatamente sullo sterzo, impostando la giusta traiettoria. Non ha la fastidiosa tendenza – presente su alcuni modelli della concorrenza – a spigolare in modo brusco. È efficace e aiuta soprattutto in caso di stanchezza del conducente. Se si ha di fronte una bella strada tutta da guidare, consigliamo di disattivare il Lane Assist. Nonostante quello della Karoq funzioni davvero bene, rimane pur sempre un filtro alla guida. Anche l’Adaptive Cruise Control svolge bene il suo compito.
Piccolo SUV, grandi contenuti
Questa Škoda Karoq è un’auto che ci ha sorpreso sotto tanti aspetti. Grazie alla cura nei dettagli e a numerose soluzioni pratiche rappresenta al meglio lo spirito e le modalità d’azione dell’azienda ceca. Qualità costruttiva elevata, grande abitabilità e una dinamica di guida inaspettatamente brillante sono gli elementi che la contraddistinguono. L’abbiamo portata in città, in autostrada, in montagna e perfino sotto la neve. In questa ultima situazione preferiamo la versione 4X4 (provata in Lapponia) che ha una marcia in più in termini di mobilità. E a proposito di ghiaccio, vi lasciamo con una chicca: come su altri modelli in gamma, nello sportellino del serbatoio c’è un raschietto per pulire i vetri in caso di gelata.


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