Speciale
Le migliori sportive del 2019

Più di 200 cavalli, più di 1000 centimetri cubi. Ormai le maxi supersportive hanno definitivamente rotto gli argini. Moto sempre più estreme, capaci di prestazioni eccezionali che però richiedono anche doti di guida non comuni. Il 2019 è un anno importante per l'arrivo sul mercato di moltissime novità. In attesa di provarle ecco una rapida rassegna per tenerci caldi prima di scendere in pista.

5 febbraio 2019 - 17:34

Le maxi sportive sono sempre più delle vere e proprie superbike. Moto per pochi, sogno per molti, hanno ormai definitivamente rotto gli argini per quello che riguarda potenza e prestazioni. Crollato quello dei 200 cv e dei 300 orari ormai nemmeno più la cilindrata rappresenta un limite. Quello dei 1.000 centimetri cubi per le 4 cilindri, ad esempio, ormai è stato abbondantemente sforato alla ricerca non solo di prestazioni esagerate ma anche (anche se sembra impossibile) per trovare una migliore guidabilità. Ma spuntano anche tante soluzioni tecniche che vogliono dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Parliamo di sistemi di fasatura variabile e elettronica sempre più sofisticata.

Se andiamo a guardare i dati di vendita la voce “sportive” non è più, da anni, la più importante nel complessivo delle moto vendute. Nel 2018 sono state solo 4.310 le moto con manubri bassi immatricolate, numero che comprende sportive di ogni cilindrata non solo le maxi di cui parliamo oggi. Potete ben capire come per le aziende queste moto non siano un vero e proprio Business ma siano invece delle vere e proprie ambasciatrici del brand. Quasi tutte corrono in superbike e rappresentano quanto di più vicino alla MotoGp possa guidare un umano. Insomma sono le moto che tutti sognano di poter domare.

Nel 2019 sano davvero tante le novità in questo segmento, praticamente tutte le aziende coinvolte hanno apportato aggiornamenti, quando non hanno stravolto i loro progetti. Ecco perché, in attesa di provarle vale la pena riparlarne per fare il punto sulle migliori maxi sportive dell’anno. Cliccate sul nome se volete approfondire l’argomento.

APRILIA RSV4 1100 FACTORY

Poteva forse la Casa di Noale resistere dal seguire Ducati sul sentiero delle superprestazioni? Certo che no, il lavoro sulla RSV4 1100 Factory ha aumentato la cilindrata fino a 1078 cc e aumentato la potenza fino a 217 cavalli a 13.200 giri per una coppia di 122 Nm a 11.000 giri.Siamo al record di potenza della categoria. Aprilia ha migliorato anche la ciclistica, il forcellone è più rigido, le pinze sono le Brembo Stylema e, di serie, spuntano le alette aerodinamiche che lo scorso anno abbiamo avuto moto di provare sulla fenomenale Factory Works. Una volta tanto Aprilia non cede a colorazioni “vistose” ma propone la RSV4 1100 in una cattivissima livrea nera. Arrivo previsto fine marzo.

BMW S1000RR

Al suo manubrio nel mondiale superbike ci sarà Tom Sykes e la 4 cilindri di Monaco ha già impressionato tutti per le sue prestazioni. Sarà la volta buona? Intanto una delle moto più amate dagli amatori si è rinnovata dalla prima all’ultima vite. E a tenere il centro della scena è il nuovo quattro cilindri 1000 a fasatura variabile.  La stessa soluzione tecnica lanciata sulla R 1250 GS è stata adottata anche sul motore della supersportiva. BMW si mantiene fedele al tetto dei 1000 centimetri cubi, ma non ha lesinato in tecnologia e potenza che ora arriva a 207 cv a 13.500 giri con una coppia di 113 Nm a 10.500 ma con la promessa di avere sempre più di 100 Nm dai 5.500 ai 14.500 giri. Ma le novità di BMW non si fermano qui perché a Monaco hanno sottoposto la S 1000 RR a una dieta forzata. La moto ha perso infatti ben 10 kg fermando la bilancia a soli 197 kg che diventano 193 utilizzando l’M Package che monta i cerchi in carbonio.

DUCATI PANIGALE V4 R

Se si pensa che delle 4.310 moto vendute nel 2018, ben 880 sono state Panigale V4 e V4 S è facile capire il successo che la nuova Supersportiva di Borgo Panigale ha riscosso sul mercato lo scorso anno. Prestazioni impressionanti, una linea unica e, ovviamente, il marchio Ducati sul serbatoio sono state le chiavi del successo.
Ma è nel 2019 che Ducati ha calato l’asso. La Ducati Panigale V4 R non sarà mai una moto “di massa” perché è una vera moto da corsa. Per lei la cilindrata si ferma a 1.000 cc come da regolamento SBK, ma i cavalli sono addirittura 221 a 15.250 giri in configurazione omologata che diventano ben 234 quando si dà fiato al motore con scarichi e mappatura. Novità di spicco dal punto di vista aerodinamico sono le alette addirittura più efficienti di quelle montate sulla MotoGP, capaci di portare sull’avantreno un carico di ben 30 kg a 270 orari. Anche lei è una delle grandi attese nel mondiale Superbike.

HONDA CBR1000RR

Profondamente rinnovata nel 2017, la Honda CBR1000RR Fireblade e Fireblade SP ha ricevuto importanti aggiornamenti all’elettronica per il 2019, per essere più competitiva nella guida in pista. Il pacchetto meccanico rimane confermato così come la potenza di 192 cv e il suo peso piuma: 196 kg. Le novità sono invece tutte di elettronica con un controllo di trazione HSTC più preciso e puntuale per la guida sportiva e soprattutto svincolato dall’Antiwheelie. Inoltre è stata modificata la risposta dell’acceleratore TBW su due fronti: in staccata le farfalle sono più rapide nella chiusura, mentre in accelerazione la risposta al gas è stata resa più precisa e puntuale. Infine, è stato alzata la soglia di intervento dell’ABS nei Riding Mode più sportivi.

KAWASAKI NINJA ZX-10R

E’ la regina della Superbike, con Jonathan Rea ha vinto 4 mondiali di fila, ma la concorrenza si fa pressante e la Ninja ZX-10R non può permettersi di dormire sugli allori. I cambiamenti per il 2019 sono di quelli che si vedono poco ma rendono tanto. Il motore è stato rivisto nella distribuzione, il cuore delle prestazioni di ogni motore, che ora adotta bilancieri a dito, eleva il regime di rotazione e porta la potenza a 203 cv. Ancor meglio riesce a fare la ZX-10RR che grazie a bielle in titanio vede salire ulteriormente il regime di rotazione di 600 giri e la potenza toccare i 204 cavalli.

SUZUKI GSX-R1000R

Qualche aggiornamento di dettaglio per la maxi sportiva di Hamamamatsu che tra tutte le moto del 2019 è una di quelle cambiate di meno. La conferma arriva dal motore quattro cilindri in linea con fasatura variabile capace di 202 cavalli, ma non manca qualche novità. A livello tecnico, la GSX-R1000 2019 si arricchisce del quickshifter bidirezionale, fino a oggi appannaggio della sola versione R. Quest’ultima mantiene come dotazione esclusiva il Launch Control, il Cornering ABS, la forcella Showa BFF e il monoammortizzatore Showa BFRC lite. Per la standard invece arrivano due ulteriori upgrade: tubi in treccia metallica per l’impianto frenante anteriore e una piccola asola nel telaio, che permette di regolare l’altezza del pivot forcellone, per una messa a punto dell’assetto più raffinata. Sorella cattivissima della GSX-R1000 è la Ryuyo voluta espressamente dalla filiale italiana è una moto pronto gara da 30.000 euro che suscitato davvero tanti commenti positivi.

YAMAHA R1

Vincitrice di moltissime comparative e ancora una della Supersportive 1.000 più amate la Yamaha non ha subito variazioni per il 2019, anche perché è stata aggiornata giusto lo scorso anno con l’arrivo di una elettronica più evoluta. Immancabile per lei il quattro cilindri in linea CP4 con albero motore “crossplane” che rende questo motore unico nel panorama mondiale grazie agli scoppi irregolari. La potenza è di 200 cv, la R1 M monta anche sospensioni semiattive e cerchi forgiati.  Le attenzioni sono invece tutte per la GYTR la versione pronto pista realizzata direttamente dal reparto corse nata per celebrare i 20 anni di una delle supersportive più amate.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Audi RS6 tre quarti anteriore

Nuova Audi RS 6 Avant, più potente della Lamborghini Huracan

10 domande (e risposte) su
BMW C 400 GT

Suzuki
Torna la DR BIG?