Chevrolet Corvette C8, così si è arrivati alla rivoluzione del motore posteriore

L’ultima generazione della sportiva americana ha cambiato il corso della storia, preferendo la posizione posteriore centrale a quella anteriore per il motore

30 luglio 2019 - 17:39

Corvette come Classe G, Maggiolino, Golf, 500, Defender, per citarne alcune. Auto che fanno marchio a sé, talvolta più forte del brand stesso che portano sul cofano. La prima, la Corvette, mantiene il nome addirittura dal 1953, anche se nel corso degli anni è stata rinnovata più volte. E continua a chiamarsi Corvette anche adesso che della Corvette non ha davvero più nulla, dopo il passaggio dal motore anteriore al motore posteriore centrale, cioè davanti all’asse delle ruote dietro.

Per un pubblico più “smanettone”

Il motivo di questo cambiamento? Ottenere un bilanciamento dei pesi più favorevole all’uso in pista e, magari, sfilarsi dal confronto difficile sul terreno delle granturismo, dove i clienti danno molto (troppo, per un brand come Chevrolet) peso al blasone del marchio e alle finiture pregiate, e andare su quello delle supercar. Certo la sfida non è facile nemmeno qui, ma se si pensa che il prezzo dovrebbe rimanere sui livelli attuali – base di partenza a circa 60.000 euro – allora il pubblico interessato esclusivamente alle prestazioni potrebbe farci ben più di un pensierino. Insomma, solo il tempo e i numeri di mercato ci diranno se in Chevrolet ci hanno visto giusto. Una cosa è certa, però: la Fiat 500 del 2007 è un successo clamoroso ancora oggi a distanza di 12 anni e nessuno si è fatto problemi per il passaggio dal “tuttodietro” (della 500 del 1957) al “tuttoavanti”.

Forme inedite

Tanto diversa sotto, la C8 cambia notevolmente anche nelle forme, con le proporzioni della carrozzeria che cambiano per “fasciare” una meccanica rivoluzionata. Addio dunque all’immenso cofano anteriore (che costituiva un bel pezzo del fascino della Corvette, inutile negarlo) e il posteriore – la zona dietro ai sedili, per capirci – che invece si ingrossa parecchio. Il tutto, condito da ampie aperture nel frontale, nelle fiancate e, ovviamente, dietro.

Prese d’aria, profili aerodinamici, spoiler e deviatori di flusso si sprecano, sulla Corvette C8, al fine proprio di massimizzare la prestazione. A proposito, “lui”, il tanto citato motore, è un V8 aspirato da 6,2 litri di cilindrata, capace di 502 cv. Una potenza sì elevata, ma non esagerata per una supercar moderna. E’ dunque certo l’arrivo, più avanti, di una versione più estrema, con una potenza di circa 700 cv.

Rivoluzionata anche dentro

Con il motore dietro alle spalle è completamente diverso anche l’abitacolo. Se prima si era “immersi” nel telaio dietro al V8, ora si è più esposti, più vicini al muso dell’auto. Non mancano ovviamente due schermi: quello dietro al volante, per la strumentazione, è da 12”. Quello centrale è invece da 16”. Spiccano infine il volante piccolissimo e il tunnel centrale alto e largo, per una sensazione di “raccoglimento” totale. E adesso, un po’ di storia. Dalla C1 alla C7, 66 anni di Corvette in 7 generazioni.

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