Targhe dell’Est Europa, ecco come si sfugge a bollo, multe e assicurazioni

20 aprile 2017 - 11:04

Un fenomeno in crescita

Negli ultimi anni sono aumentate in modo esponenziale le auto, specialmente di lusso, circolanti in Italia con targhe bulgare o rumene. I conducenti, però, sono italiani. La ragione del fenomeno è legata alla volontà di risparmiare radicalmente sul bollo e l’assicurazione, oltre a non pagare eventuali multe e sfuggire ai controlli fiscali. Il trend, fuori controllo, rischia di esporre a gravi rischi sia quanti abbiano la sfortuna di venire coinvolti in incidenti con queste vetture, sia quanti le guidano, esponendosi al rischio di pesanti conseguenze risarcitorie e penali.
L’intermediario straniero

Il meccanismo è semplice. Un intermediario, solitamente straniero, individua un prestanome cui intestare l’auto dietro ricompensa di poche centinaia di euro. In tal modo il vero proprietario della vettura, italiano, può viaggiare senza tenere conto del Codice della strada, certo che le contravvenzioni non arriveranno mai in Paesi quali la Bulgaria o la Romania.
L’immunità dalle multe

L’invio delle contravvenzioni all’estero, specie nei Paesi dell’Est Europa, è una procedura complicata e costosa. Ragione per la quale, molto spesso, lo Stato italiano – che ha a disposizione dodici mesi per la notifica – demorde immediatamente rinunciando a riscuotere il dovuto. Un “buco” quantificabile ogni anno in oltre 4 milioni di multe mancate per le amministrazioni locali e, al tempo stesso, una sorta di immunità per quanti guidano le vetture con targa balcanica. Al punto da dimenticare il pagamento della sosta sulle strisce blu, il rispetto delle ZTL ed eventuali blocchi del traffico.
Le assicurazioni balcaniche

Essendo intestata a un cittadino straniero e immatricolata all’estero, l’auto può non essere assicurata in Italia. Una polizza rumena, ad esempio, per quanto costosa non arriverà mai a un ammontare pari nemmeno alla metà di una RCA italiana. Analogo discorso per la revisione che, anziché essere effettuata nel nostro Paese, può essere concordata a tavolino con un meccanico balcanico compiacente e, quindi, venire spedita tramite posta al vero proprietario del veicolo. Il tutto per una cifra ridicola, nell’ordine dei 50 euro.
Una truffa ai danni dello Stato

Non si tratta di un escamotage o di un colpo di genio, bensì di una vera e propria truffa ai danni dello Stato. Questa “furbata” consente infatti di sfuggire ai controlli fiscali basati sul redditometro. Per toccare con mano la diffusione del fenomeno è sufficiente effettuare una breve ricerca su eBay, dove compaiono svariate vetture usate – o nuove – con targa straniera. Sin qui nulla di male, se non fosse che nell’annuncio di vendita vengono citati come punti di forza proprio le “esenzioni” dalla tassa di possesso e dall’assicurazione italiana.
La trasmissione de Le Iene

Il problema degli italiani circolanti con vetture immatricolate nell’Est Europa per frodare il fisco e sottrarsi alle multe è stato trattato dalla trasmissione televisiva Le Iene a marzo 2015. Da allora, non solo il fenomeno non è regredito, ma a detta della Polizia si è anzi diffuso a macchia d’olio, sebbene la legge preveda che un residente in Italia non possa circolare per più di dodici mesi con un’auto targata all’estero e penetrata entro i confini nazionali. Scaduto l’anno è infatti tenuto a reimmatricolare il veicolo con targa italiana.

 
L’escamotage del noleggio

Fatta la legge, trovato l’inganno. Dato che le norme italiane, come accennato, vietano a un residente nel Paese di circolare per più di dodici mesi con un’auto immatricolata all’estero, l’escamotage consiste nel vendere la propria vettura a una società straniera, gestita da un intermediario, e quindi noleggiarla. Grazie a questa procedura, realizzabile con un esborso una tantum di circa 1.500 euro, un regolare contratto autorizza all’uso della vettura con targa, ad esempio, bulgara, rumena o slovacca.

 
Il renting di un’auto con targa tedesca

Tra i fenomeni simili a quello della vendita all’estero e successivo “noleggio” della propria vettura vi è il “renting” di un’auto con targa tedesca. Pur trattandosi di uno dei Paesi cardine dell’Unione europea, anche in questo caso sono possibili indebiti vantaggi. Il trucco consiste nell’attivare un nolo a lungo termine di un’auto immatricolata in Germania e quindi circolare tranquillamente in Italia evitando superbollo e costi d’assicurazione. Le multe, oltretutto, difficilmente arriveranno a destinazione, dato che autovelox e tutor in Italia fotografano per lo più la targa dei veicoli, mentre in terra tedesca la contravvenzione è valida solamente se il conducente è riconoscibile. Il costo del noleggio, come se non bastasse, può essere detratto dalla dichiarazione dei redditi.

 
I rischi di conseguenze penali

I rischi connessi a queste pratiche elusive emergono in tutta la loro portata in caso d’incidente con alle spalle un’assicurazione straniera poco o per nulla affidabile. Qualora si verifichino sinistri con morti e feriti, può accadere che il conducente italiano si trovi sprovvisto di qualsiasi copertura e quindi costretto, nella migliore delle ipotesi, a risarcire di tasca propria i danneggiati o, più frequentemente, a rispondere penalmente degli eventi. Conseguenze di ben altra portata rispetto alla “semplice” pena per la truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione, consistente in una contravvenzione da 80 a 318 euro.

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