Comparativa 1000 Superbike 2019

21 giugno 2019 - 11:17

Nuovo motore per la verdona, con più giri e più potenza, soprattutto per la versione RR del nostro confronto, che è quella da cui prende il via il progetto Superbike. La Kawasaki piace molto ai tester di tutte le capacità, ha una bella posizione di guida, manubri piacevolmente aperti e una posizione che lascia spazio ai piloti più lunghi. Piace perché è rassicurante. Ha un avantreno che fa impressione per quanto è solido in percorrenza, il che aiuta molto soprattutto chi è meno esperto e che si sente molto sicuro, mentre chi è più smaliziato riesce a sfruttarlo soprattutto dove c’è da fare percorrenza nelle curve ad alta velocità. Solidità che significa anche un po’ meno velocità di esecuzione nei cambi di direzione, anche perché la Kawasaki è la più pesante tra le 1000 provate.

Questa moto ha i suoi punti di forza nell’elettronica davvero a punto, nella frenata sempre potente e incisiva, e con un ABS ottimo (la miglior frenata tra le giapponesi) e nel cambio elettronico, di gran lunga il migliore di tutti per corsa della leva e immediatezza di esecuzione, sia in salita sia in scalata. Le sospensioni Showa con tanto di forcella pressurizzata offrono un setup di alto livello. Anche se, pur chiudendo molto i registri, non siamo riusciti a sistemare del tutto una piccola tendenza a sedersi in accelerazione nelle curve più veloci, cosa che causa un leggero sottosterzo e sporca la traiettoria ideale.

Non ci vuole molto a comprendere come la Kawasaki dia il meglio nei percorsi veloci e scorrevoli, quelli dove il motore può “girare” ai regimi in cui è più efficace. Quello è il suo habitat ideale perché le ripartenze non sono il suo forte. Il motore spinge forte agli alti ma nonostante il rapporto alesaggioxcorsa sia il meno superquadro di tutti, ai medi l’erogazione non è piena come per gli altri quattro in linea. Questa caratteristica, insieme alla rapportatura molto lunga delle prime due marce (che si usano molto a Cremona) rende chiaro il quadro della situazione di una moto con caratteristiche che non si sposano perfettamente con il tracciato lombardo. Per questo ha faticato a mostrare il suo potenziale.

Basterebbero un paio di denti di corona per rimettere le cose a posto, ma stiamo provando moto di serie per cui non è possibile intervenire. Tra i punti di miglioramento c’è il funzionamento del freno motore, che anche quando ridotto al minimo resta sempre un po’ troppo presente.

LA KAWASAKI ZX-10RR A CREMONA

Miglior Tempo R1

1.30.695

Miglior Tempo R2

1.31.155

Tempo Medio R1+R2

1.30.925

Velocità Massima

271 km/h

Media Voti Tester

8,28

Aprilia RSV4 1100 Factory

BMW S1000RR

Ducati Panigale V4S

Honda CBR1000RR Fireblade

Kawasaki ZX-10RR

Suzuki GSX-R1000R

Yamaha R1M

Le gomme del confronto

Guarda il video della comparativa

6 commenti

d.gagnarl_14312591
9:02, 12 luglio 2019

Grande Stefano e Grande comparativa, mi ha proprio appassionato…

Che grandi moto ormai ci sono a listino di tutte le case…

Ho una RSV4 RF del 2015 e siccome tu Stefano le hai provate tutte e sei un estimatore del modello mi potresti riportare le maggiori differenze con il 1100, oltre ovviamente al motore?
grazie mille

    Stefano Cordara
    10:21, 12 luglio 2019

    Ciao, la moto è più stabile. Le modifiche alle quote ciclistiche la hanno resa più performante anche in frenata. E i freni con le nuove Stilema sono veramente super. Sono stati fatti tanti interventi magari poco visibili ma efficaci.
    Ciao!
    Stefano Cordara

Katana05
2:20, 23 giugno 2019

Non ho dubbi che i meri riferimenti cronometrici siano abbastanza ininfluenti: il potenziale di tutte queste belve è molto al di sopra delle capacità di gran parte dell’utenza e i pochi secondi che separano la prima dall’ultima sono nulla in confronto al tempo che un terrestre perde rispetto ad un pilota non eccelso ma comunque esperto. A tal proposito sarebbe interessante conoscere i tempi fatti da un ex un pò arrugginito ed un buon amatore come Sanchini e Meda.

    Stefano Cordara
    8:32, 26 giugno 2019

    Ciao,qualche numero per darti l’idea. Sanchini a fine giornata girava in 30 alto un po’ con tutte le moto. Non lo definirei proprio un ex arrugginito perché è supertecnico e va ancora forte. Meda invece girava circa in 34.

andyatomican_14198488
15:57, 21 giugno 2019

Credo ci sia qualche errore: nell’articolo si dice che l’Aprilia ha fatto il miglior tempo sia con Goi che con Cordara, ma poi leggo 1:28.641 con 1:26 e rotti di BMW e Ducati…

    Stefano Cordara
    16:02, 21 giugno 2019

    Ciao si era un errore abbiamo sistemato, la Ducati non ha girato in 26 ma in 29