Comparativa 1000 Superbike 2019

21 giugno 2019 - 11:17

La curiosità attorno alla BMW S1000RR era pari a quella che circonda l’arrivo della nuova stagione della serie preferita su Netflix. Dopo averla solo assaggiata al press test bagnato dell’Estoril, ne avevo intuito le potenzialità ed ero curioso di verificarle in condizioni ottimali. Il lavoro che BMW Motorrad ha messo in atto sulla sua supersportiva è stato tale che in comune con la precedente non c’è più nemmeno un bullone. A non cambiare è il DNA della moto. La S 1000 RR non è più il “divano racing”, come l’aveva definita Massimo Roccoli nella scorsa comparativa: si è compattata, è dimagrita, è estrema e ha un motore davvero convincente dal punto di vista sia della potenza massima (davvero al top soprattutto se pensiamo che è 1000 di cilindrata) sia dell’erogazione.

E inoltre può contare su controlli elettronici di qualità molto migliorata. Non ha perso la capacità di portare subito il pilota al limite, in mezzo giro, aiutando tutti ad andare più forte, con semplicità. Velocissima nei cambi di direzione (soprattutto la versione M Package con cerchi in carbonio) se la gioca con Ducati e Honda quanto a reattività (solo un pelo inferiore), ma dalla sua ha una precisione di guida e una capacità nel chiudere le curve impressionante. Non solo in ingresso, una volta rilasciati i freni, ma anche in percorrenza e in accelerazione. È la moto che accorcia maggiormente il tempo tra quando rilasci il freno e prendi il mano il gas. E quando lo fai con la moto ancora inclinata invece di avere un naturale sottosterzo come le altre continua a chiudere la linea. E tu apri di più, di più…

Anche al limite con la BMW resti padrone della situazione, hai sempre la moto perfettamente in mano. In percorrenza ha un avantreno spettacolare, che infonde una fiducia esagerata e un controllo del gas ottimo. Soprattutto se liberi il controllo di trazione, altrimenti è poco reattivo e il motore tende a ridare potenza un po’ bruscamente. Hai sempre la netta sensazione di poter fare quello che vuoi, di poterla mettere esattamente dove vuoi. Giro dopo giro. Impressionante come il tester più veloce abbia fatto due giri identici al millesimo e il secondo abbia avuto uno scarto di 52 millesimi. La parola d’ordine per BMW è “precisione” a cui si unisce “trazione”, visto la gomma posteriore sembra incollata all’asfalto. Non fatico a capire come mai Tom Sykes, nonostante un motore ancora non all’altezza degli altri, in Superbike riesca sempre ad essere tra i protagonisti durante la Superpole.

La ciclistica è davvero molto efficace. Questo è indubbiamente il suo punto di forza, accompagnato da controlli ora decisamente meno invasivi e più raffinati che in passato, dal cambio finalmente migliorato, veloce e più preciso negli innesti e meno gommoso, pur non a livello dei migliori. Non eccelle in frenata. Stiamo parlando di una frenata di ottimo livello quanto a potenza (non è la peggiore delle sette), ma quanto a costanza e precisione nella gestione c’è chi fa meglio. Inoltre la componentistica è meno elitaria delle altre: le finiture hanno qualche alto e basso e le vibrazioni consistenti (le più elevate tra le moto presenti al test) dell’esemplare presente alla comparativa l’hanno penalizzata alla voce comfort.

LA BMW S1000RR A CREMONA

Miglior Tempo R1

1.29.669

Miglior Tempo R2

1.30.814

Tempo Medio R1+R2

1.30.241

Velocità Massima

282 km/h

Media Voti Tester

8,18

Aprilia RSV4 1100 Factory

BMW S1000RR

Ducati Panigale V4S

Honda CBR1000RR Fireblade

Kawasaki ZX-10RR

Suzuki GSX-R1000R

Yamaha R1M

Le gomme del confronto

Guarda il video della comparativa

6 commenti

d.gagnarl_14312591
9:02, 12 luglio 2019

Grande Stefano e Grande comparativa, mi ha proprio appassionato…

Che grandi moto ormai ci sono a listino di tutte le case…

Ho una RSV4 RF del 2015 e siccome tu Stefano le hai provate tutte e sei un estimatore del modello mi potresti riportare le maggiori differenze con il 1100, oltre ovviamente al motore?
grazie mille

    Stefano Cordara
    10:21, 12 luglio 2019

    Ciao, la moto è più stabile. Le modifiche alle quote ciclistiche la hanno resa più performante anche in frenata. E i freni con le nuove Stilema sono veramente super. Sono stati fatti tanti interventi magari poco visibili ma efficaci.
    Ciao!
    Stefano Cordara

Katana05
2:20, 23 giugno 2019

Non ho dubbi che i meri riferimenti cronometrici siano abbastanza ininfluenti: il potenziale di tutte queste belve è molto al di sopra delle capacità di gran parte dell’utenza e i pochi secondi che separano la prima dall’ultima sono nulla in confronto al tempo che un terrestre perde rispetto ad un pilota non eccelso ma comunque esperto. A tal proposito sarebbe interessante conoscere i tempi fatti da un ex un pò arrugginito ed un buon amatore come Sanchini e Meda.

    Stefano Cordara
    8:32, 26 giugno 2019

    Ciao,qualche numero per darti l’idea. Sanchini a fine giornata girava in 30 alto un po’ con tutte le moto. Non lo definirei proprio un ex arrugginito perché è supertecnico e va ancora forte. Meda invece girava circa in 34.

andyatomican_14198488
15:57, 21 giugno 2019

Credo ci sia qualche errore: nell’articolo si dice che l’Aprilia ha fatto il miglior tempo sia con Goi che con Cordara, ma poi leggo 1:28.641 con 1:26 e rotti di BMW e Ducati…

    Stefano Cordara
    16:02, 21 giugno 2019

    Ciao si era un errore abbiamo sistemato, la Ducati non ha girato in 26 ma in 29