Muscle bike, che passione! – Quando le superbike erano nude

Maxi naked che passione, ma è solo storia di oggi? Non proprio anche 30 anni fa le nude con motori ipertrofici viaggiavano in pista, negli USA c’era addirittura un campionato. In sella fior di piloti capaci poi di vincere anche in 500. Oggi sono moto da nostalgici ma hanno ancora un perché. Ecco le nonne delle streetfighter moderne.

Suzuki GSX1400

Nessuna muscle bike nipponica si è mai preoccupata più di tanto della dieta, men che meno la Suzuki GSX1400, che può essere considerata il peso massimo del gruppo. Il suo nerboruto quattro cilindri con raffreddamento SACS ad aria e olio vanta la cilindrata record di 1.402 cc ed esprime la potenza massima di 106 cv a soli 6.800 giri, con una coppia di ben 126 Nm a 5.000 giri. Per scaricare a terra tutta questa birra ad Hamamatsu hanno scelto un paffuto pneumatico posteriore da 190, abbracciato da due silenziatori e da un forcellone in alluminio di sezione a dir poco generosa. Oversize, almeno per l’epoca di riferimento, è anche la forcella, con steli da 46 mm, ai cui piedi si trovano due dischi da 320 mm lavorati da pinze Tokico a sei pistoncini.

SENZA FRETTA

Qui, più ancora che in altri casi, conviene prendersela comoda una volta in sella. La ciclistica è sana ma un interasse di 1.520 mm, la stazza e la taratura soffice dell’assetto consigliano di puntare su una guida tonda e pulita, lascando perdere i propositi bellicosi. La livrea bianca e blu è quella che valorizza di più le forme un po’ squadrate del serbatoio e che evoca lo spirito pistaiolo del marchio, celebrato di questi tempi in maniera diversa dalla GSX-R1000R Anniversary.