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Lanciata nel 2016, la terza serie di Focus RS fa da subito parlare di sé. E tanto. Fulcro delle discussioni, l’attesissimo ritorno alla trazione integrale. Un sistema speciale grazie al quale questa hot-hatch, secondo il team Ford Performance, è in grado di esibirsi in spettacolari traversi a ruote fumanti. È questo comportamento sovrasterzante l’arma per convincere i nostalgici del passato che la Focus RS sia degna della gloriosa tradizione rallystica della Casa. Ossi duri gli appassionati, soprattutto quelli che con i loro occhi videro Escort e Sierra RS Cosworth spruzzare terra da tutte e quattro le ruote. Quelli che non digerirono mai fino in fondo la trazione anteriore delle due precedenti Focus RS. Proprio a loro l’attuale Focus RS lancia, arrabbiatissima, la sfida.

Figlia di un passato glorioso

Non ha nemmeno il tempo di uscire dalla culla, la RS, che è già osservata da occhi esigenti e pretenziosi. Occhi resi tali da Ford, che per anni li ha fatti sognare ed innamorare con le imprese nei campionati rally. Tutto cominciò negli anni ’70 con la Ford Escort MKI, una delle auto più vittoriose di sempre. Non fu da meno la sua erede, la Escort MKII, che nel 1979 agguantò la vittoria del campionato del mondo piloti e costruttori con lo svedese Waldegard. Nel 1981 fu la volta di Ari Vatanen, che a bordo della Escort MKII replicò il successo mondiale. Negli anni ’80 si cominciarono a respirare le prime trazioni integrali abbinate a turbocompressori dalle pressioni impazzite. In quest’epoca dove la potenza non era mai abbastanza prese vita un mostro sacro del gruppo B, la Ford RS200.

Genitori da leggenda

A seguito di alcuni incidenti gravissimi il gruppo B venne reputato troppo pericoloso e chiuse i battenti. Si concluse così, in modo prematuro, la missione della RS200. Le preziosissime tecnologie di turbo e trazione integrale su di essa sviluppate vennero ereditate dalle successive Ford da rally, la Sierra RS Cosworth e la Escort RS Cosworth. Queste due auto spettacolari furono realizzate anche in versione stradale e stregarono indelebilmente gli occhi di appassionati e ragazzini che sognavano in grande.
La Focus RS di cui oggi vi parliamo è figlia di tutto questo, di una tradizione dove la lancetta del contagiri staziona perennemente nella zona rossa e l’auto viaggia di traverso, sollevando polverose nubi di ghiaia. E come i figli dei grandi campioni si trova a dover fronteggiare la comune domanda: sarà degna delle leggendarie Ford che l’hanno preceduta?

Avversari letali

Il paragone con il passato non è l’unica battaglia da combattere. La Focus RS oggi ha avversarie temibili. In primis le velocissime (seppur a trazione anteriore) Honda Civic Type-R (320 cavalli, 39k euro) e Leon Cupra (300 cavalli, 37k euro). Poi le sportive d’immagine, tutte integrali e dannatamente costose: Audi S3 (310 cavalli, 42k euro), BMW M140i xDrive (340 cavalli, 50k euro), Mercedes A45 AMG 4matic (381 cavalli, 50k euro) e VW Golf R (300 cavalli, 47k euro). Infine un’arma tutta meccanica a cui i giovani guerrieri della strada sono particolarmente legati, la Subaru WRX (300 cavalli, 47k euro). Questo panorama davvero ampio dimostra come la febbre hot-hatch non sia passata. Quali di queste auto sanno rievocare le sensazioni tipiche delle rally replica vecchia scuola?

Ferocia quasi mascherataIT - il feroce clown con palloncino rosso

Con questa domanda nella mente impugniamo le chiavi della Focus RS. Vogliamo capire se, nonostante il groviglio di elettronica che attanaglia le vetture di oggi, sia in grado di farci pensare che non è finita. Che esistono ancora schegge impazzite e irrazionali, addobbate di minigonne e alettoni, inguardabili agli occhi di mamme e figli di papà, ma in realtà tesori per intenditori. Appena arriva in redazione corro fuori a vederla. La speciale colorazione “Nitrous Blue” brilla come una perla sotto i raggi del sole. Se qualcuno qualche anno fa mi avesse confessato di aver comprato una macchina azzurro puffo avrei riso. Questa Focus RS gioca sul contrasto tra un colore sorridente e un’anima profondamente malvagia. Ricorda il mostro dei film horror: ti acchiappa con l’inganno e all’improvviso tira fuori i denti e ti divora.

Dati tecniciSezione del motore 2.3 Ecoboost della Ford Focus RS del 2016

Visti i presupposti, breve panoramica dell’auto e poi si guida. 4.39 m di lunghezza per 1.599 kg a vuoto (simile alla Subaru Impreza WRX STi), motore Ecoboost 2.3 litri da 350 cavalli e 440 Nm già a 2000 giri/min, cambio manuale a 6 marce. Qualcuno potrà dire che con gli automatici di oggi si va più forte, ed è innegabilmente vero. Ma la meccanica di questa Focus vuole dialogare con chi guida, senza filtri. E in questi termini il vecchio e caro cambio manuale è la scelta migliore. La frizione, inoltre, fornisce un ulteriore strumento per controllare l’auto. Le sospensioni sfoggiano ammortizzatori a controllo elettronico, la cui risposta varia in funzione della modalità di guida scelta (approfondiremo più avanti). Cinque porte e un buon bagagliaio: riuscirete a convincere i genitori e la ragazza?

È quasi magia Twinster

Ma il suo asso nella manica la Focus RS lo tiene ben nascosto, sotto la scocca. È il sistema attraverso cui i quattro pneumatici da 235 mm mangiano i Nm prodotti dal motore, un sistema all wheel drive a controllo elettronico sviluppato assieme all’azienda inglese GKN. State già sbuffando, lo sappiamo. In fondo siamo felici che stiate pensando che un sistema non permanente controllato da una centralina sia inadeguato già in partenza. Questo pregiudizio (tutto sommato giustificato) farà sì che restiate ancora più sorpresi. Torniamo alla tecnica: differenziale anteriore libero, nessun differenziale centrale né posteriore. Stiamo scherzando? No. Al loro posto c’è un’unità denominata PTU e il fenomenale Twinster, che si occupa di trasferire la giusta percentuale di coppia alle ruote posteriori. Fino al 70% della coppia può esser inviata all’asse posteriore. Per scoprire la magia di questo sistema vi consigliamo di leggere questo nostro approfondimento.Vista sotto la scocca della Ford Focus RS 2016: in evidenza scarico e Twinster al posteriore

Non servono gingilli

Abbiamo ripreso un po’ di storia per capire che sangue scorre nelle vene di questa RS, abbiamo parlato delle sue rivali e l’abbiamo osservata fuori e sotto i veli. Normalmente vi parleremmo di dotazioni, infotainment e sistemi di assistenza alla guida. Qui vi diciamo che ci sono volante, leva del cambio e pedaliera sportiva in alluminio. Climatizzatore, autoradio e navigatore satellitare qualche volta li userete. Scherzi a parte, c’è anche altro, ma non stiamo più nella pelle: saliamo a bordo e prepariamoci a dar fuoco alle polveri!

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