Confronto Maxi Naked 2019

Sono le migliori maxi naked sulla piazza. Le più potenti e tecnologiche di sempre. Le abbiamo messe alla frusta in ogni situazione. Strada, pista, passi, curve e cordoli. Obbiettivo? Trovare la roadster definitiva

APRILIA TUONO 1100 FACTORY – 18.990 euro

Estrema, esagerata, mai così completa. L’idea Aprilia, che nel 2002 decise di creare una Streetfighter sfruttando la base della supersportiva RSVMille, si è sublimata in questa moto che rappresenta l’apice dell’evoluzione del progetto Tuono. Il V4 da 1077 cc eroga 175 cv a 11.000 giri con una coppia di 121 Nm a 9.000 giri. Potenza che la piazza a un soffio dalla recordbike di categoria, la KTM 1290 Super Duke R. Nessuna però raggiunge la dotazione della Streetfighter di Noale, che con l’ultimo aggiornamento ha adottato anche le sospensioni semiattive Öhlins Mecatronic 2.0. Sotto l’ombrello della sigla APRC e gestiti dai riding mode troviamo infatti Traction Control, Wheelie Control, Launch Control e anche il Cruise Control. Controlli, va detto, tutti indipendenti tra loro e tutti disattivabili separatamente. Insomma c’è una mappatura per tutto, anche per l’ABS cornering che ne ha tre. Tutto questo ben di dio ovviamente ha un prezzo, 18.990 euro che rendono l’Aprilia la più cara del gruppo.Dischi freno da 330 millimetri, pinze radiali Brembo M50. Non guardate le foto e penserete che stiamo parlando della RSV4 1100 Factory. In effetti, c’è molto della sorella sportiva “sotto” la Tuono che però ha misure completamente differenti, perché il manubrio alto va aiutato con una ciclistica più “lunga”, più stabile. I numeri parlano di 1.450 mm di interasse, 99,7 mm di avancorsa e 24,7 gradi di inclinazione cannotto. La sella è a 825 mm, il peso in ordine di marcia 209 kg, il serbatoio contiene 18,5 litri di benzina da bruciare velocemente divorando una curva via l’altra. Particolarità? È l’unica tra le moto della comparativa a montare un pneumatico posteriore da 200/55.

RIDE

Senza dubbio l’ultima arrivata è la miglior Tuono di sempre, e non lo dico perché è una cosa scontata, non sempre le evoluzioni sono migliori. Ma è un fatto che i ragazzi di Noale abbiano un vero e proprio debole per questa moto. La amano, la coccolano, evolvendola continuamente. L’arrivo delle sospensioni semiattive rappresenta sicuramente l’ultimo step che migliora ulteriormente il progetto.Sì, perché negli anni la Tuono ha smussato parecchi spigoli, ha migliorato la fruibilità su strada senza perdere la sua tremenda efficacia. Il suo DNA di sportiva pura, a tratti estrema, non è tuttavia venuto meno. Se le altre sono moto da strada che si adattano ad andare in pista, la Tuono è un moto da pista che si accontenta di andare anche su strada. Non è una differenza da poco, perché è quello che alla fine ne compone il carattere.  Guidare la Tuono è qualcosa di tremendamente viscerale: dalla posizione in sella all’erogazione decisa -a tratti brutale- al sound che andrebbe brevettato per il coinvolgimento emotivo che contribuisce a fornire. La guidi e ti senti speciale. Gasato. Ti senti pilota ogni volta che acceleri.L’efficacia della Tuono non è mai stata in discussione, ancor meglio se portata sul percorso che ama, ovvero il misto veloce, habitat dove è letteralmente imbattibile. Su questo non ci sono dubbi. Nessuna offre lo stesso feeling sul davanti, nessuna la stessa sensazione di stabilità. KTM la avvicina, ma non la raggiunge.La Tuono non è sicuramente la più maneggevole del lotto, ma è quella con cui senza dubbio instauri il miglior rapporto di fiducia quando spingi. E più si alzano le velocità, più lei si trova a proprio agio, sostenuta da sospensioni perfette, una elettronica a cui non puoi onestamente chiedere di più da freni grandiosi e da un motore che davvero non finisce mai.Una moto che però richiede uno “skill” di guida elevato, perché va benissimo, va fortissimo ma ti sfida di continuo. Se cerchi un punto debole lo trovi nel comfort. Migliorato, ma non il migliore. La posizione di guida è di assoluto controllo ma è puntata sul manubrio, in discesa i polsi si caricano. Alla fine nei tanti cambi moto che abbiamo fatto la Tuono è quella che brami più di poter guidare. Dopo un po’ ti manca, quasi invidi chi la sta guidando, la vuoi, la cerchi. Ma è anche quella che dopo aver guidato forse lasci con meno rimpianto. La più esaltante per lo sparo breve e intenso, senza alcun dubbio, ma stancante se in sella ci passi molte ore. Per chiudere è quella che consuma di più, il che probabilmente interesserà a pochi ma è comunque un punticino lasciato per strada nel nostro giudizio. In pista lo scenario si ribalta completamente: la Tuono è la moto da cui non vorresti mai scendere. Precisa, velocissima, si muove tra i cordoli con una maestria che le altre possono solo immaginare. Insomma se la porti in pista lei fa un altro sport, e ti rende tutto molto facile. L’impostazione in sella, la luce a terra, la trazione, la frenata (con ABS impostato su 1) non puoi chiedere niente di più. Su indicazione di Aprilia per la guida in pista abbiamo precaricato completamente la molla del monoammortizzatore e poi abbiamo lasciato fare a loro, alle sospensioni elettroniche (mappa 2), che nelle due sessioni non hanno mostrato il fianco ad alcuna critica. Massimo dei voti in tutte le voci. Qui l’Aprilia fa davvero la differenza.

LA TUONO AI PUNTI 

PUNTEGGIO STRADA 1953 PUNTI
PUNTEGGIO PISTA 210 PUNTI
PUNTEGGIO TOTALE 2163 PUNTI
CONSUMO MEDIO RILEVATO 15,44 km/Litro

 

BMW S1000R

DUCATI MONSTER 1200S

KTM 1290 SUPER DUKE R

TRIUMPH SPEED TRIPLE RS

L’ITINERARIO

LE GOMME DEL CONFRONTO

COME ABBIAMO VOTATO