Confronto Maxi Naked 2019

Sono le migliori maxi naked sulla piazza. Le più potenti e tecnologiche di sempre. Le abbiamo messe alla frusta in ogni situazione. Strada, pista, passi, curve e cordoli. Obbiettivo? Trovare la roadster definitiva

KTM 1290 SUPERDUKE R – 18.398 euro

177 cavalli, 1.301 centimetri cubi, 141 Nm di coppia e 195 kg a secco. Sta in questi 4 numeri l’essenza della naked più grossa e potente tra quelle del nostro confronto. Costruita attorno al bicilindrico a V di 75°, architettura storica per KTM, sfrutta un  telaio a traliccio in acciaio e una leggerezza intrinseca da cui nessuna KTM prescinde. The Beast, la bestia: è questo il nome di battesimo scelto da KTM per la 1290 SuperDuke R.  La 1290 Super Duke R in effetti una bestia lo è sul serio quando le si concede di dare sfogo a tutta la sua micidiale potenza. Ma la sorpresa è stata quella di scoprire che la bestia, volendo sa essere anche mansueta. Anche se nell’ultimo aggiornamento, datato 2017, KTM ha voluto spostare leggermente l’ago della bilancia verso la sportività, con un posizione in sella leggermente più aggressiva.Il merito di questo suo essere a due facce non è solo del motore, ma anche di una elettronica che è un riferimento, non solo nella categoria, ma in generale.Ride by wire multimappa, piattaforma inerziale, frizione antisaltellamento, gestione freno motore, traction control ABS cornering. Il pacchetto Track con la mappatura aggiuntiva, il quickshifter e l’MSR Motor Slip Regulation, che consente di gestire il freno motore si pagano a parte, rispettivamente 399, 349 e 145 euro. Avrete capito che, sospensioni semiattive a parte, quanto a dotazione la super naked di Mattighofen è veramente al top. La frizione è idraulica, i freni sono griffati Brembo, le pinze monoblocco M50 come quelle di Monster e Tuono. Insomma, c’è tutto quello che serve per essere una vera superbike con il manubrio alto. Una Superbike che ha quote che vanno in cerca della stabilità: 1.482 mm di interasse, 102 di avancorsa e 24,9 gradi di inclinazione cannotto. La distingue dalle altre la filosofia delle sospensioni: KTM è l’unica a usare WP, la forcella ha steli da ben 48 mm di diametro, e la particolarità la troviamo nell’escursione molto ampia della ruota posteriore ben 156 mm, quasi da motard. Non è un caso quindi che la sella della SuperDuke sia quella piazzata più in alto di tutte: 835 mm.

RIDE

KTM rappresenta il mondo a parte della comparativa, una moto originale in tutto, posizione in sella compresa, che è la più “rialzata” di tutte le moto presenti, quasi da moto turistica verrebbe da dire, per questo è la preferita dai tester più alti. Il comfort ringrazia, perché in KTM sono effettivamente riusciti a trovare una posizione di guida che mixa perfettamente rilassatezza e performance. Ma questo è in effetti il fil rouge che ritroviamo sempre nella 1290 Super Duke R. Una -moto ossimoro- che sa essere veramente angelo e demone come scrissi in occasione del primo test. L’immediatezza con cui la SuperDuke esegue ogni comando impartito è proverbiale. Tu pensi di fare la curva e lei l’ha già fatta, è rigida, immediata, obbediente.Il baricentro è più alto che sulle altre moto, per cui nei cambi di direzione non è veloce come potrebbe essere ad esempio la BMW che volta in un fiato. In compenso la Super Duke ti ripaga con un feeling di guida di altissimo livello, con una ruota anteriore che senti sempre bene e con un motore che definire straordinario è dire poco.  Si perché non è solo potenza pura. Il bello è che con lei capisci sempre di avere il controllo. Capisci che hai per le mani la dinamite, ma la maneggi senza problemi. Ti dà tanto, tantissimo, senza che tu mai abbia la sensazione di avere troppo. Hai esattamente quello che vuoi, come lo vuoi, nel momento in cui lo vuoi. Una filosofia che su strada è vincente perché alla fine la KTM fa quello che fa la Tuono stressandoti meno, anche perché con lei puoi usare marce più alte migliorando quindi la scorrevolezza (il V2 con marce basse ha un freno motore che si fa sentire), avendo comunque la certezza che tanto dalla curva uscirai di slancio lo stesso.A fine giornata sei andato forte uguale ma scendi meno stanco, ti sei impegnato meno mentalmente. Non è poco. La mappatura Street è quella che preferisco per la qualità dell’erogazione, la gestione del freno motore, e i controlli sono di livello assoluto (se la giocano con Aprilia), solo il cambio elettronico è un po’ più contrastato degli altri (e la leva è molto corta), alla frenata non potresti chiedere nulla di più.I punticini che la KTM ha lasciato alla Tuono sono tutti in pista, dove l’altezza da terra e la posizione di guida meno sportiva non tolgono in fondo troppa efficacia a una moto che ha davvero un motore super e sospensioni molto a punto (anche qui abbiamo seguito il setting suggerito da KTM), ma resta meno incisiva rispetto a una naked nata per fare il tempo in pista. Qualche punto in meno arriva dalla mancanza di regolazione del precarico molla della forcella, presente su tutte le altre moto della comparativa. Alla fine in realtà non se ne avverte nemmeno l’esigenza, ma le altre ce l’hanno. Inoltre anche con la mappatura track (risposta acceleratore sempre Street, perché amo le risposte morbide) l’ABS della KTM si fa sentire in qualche cambio di direzione, per cui alla fine ho deciso di disattivarlo.

LA SUPER DUKE 1290R AI PUNTI

PUNTEGGIO STRADA 1954 PUNTI
PUNTEGGIO PISTA 196 PUNTI
PUNTEGGIO TOTALE 2150 PUNTI
CONSUMO MEDIO RILEVATO 16,48 Km/Litro

 

APRILIA TUONO 1100 FACTORY

BMW S1000R

DUCATI MONSTER 1200S

TRIUMPH SPEED TRIPLE RS

L’ITINERARIO

LE GOMME DEL CONFRONTO

COME ABBIAMO VOTATO