Confronto Maxi Naked 2019

Sono le migliori maxi naked sulla piazza. Le più potenti e tecnologiche di sempre. Le abbiamo messe alla frusta in ogni situazione. Strada, pista, passi, curve e cordoli. Obbiettivo? Trovare la roadster definitiva

DUCATI MONSTER 1200 S – 17.390 euro

Nel 2017, con la Monster, Ducati ha voluto tornare alle origini riscoprendo parte di quella sportività  che negli anni aveva un po’ perso. Nell’ultima versione, la Monster ha guadagnato compattezza e dinamismo, in attesa dell’arrivo della Streetfighter V4, sicuramente più adeguata a confrontarsi con le top del segmento per caratteristiche tecnico/prestazionali è lei a rappresentare Ducati nel segmento delle iper naked.I numeri, va detto, comunque non le mancano: il bicilindrico Testastretta DS da 1198 cc offre 147 cv e 124 Nm di coppia. Il look ormai si può considerare un classico nel segmento: mentre tutti si sbizzarriscono con fari di ogni forma e dimensione, la Monster resta fedele al faro tondo e a un serbatoio che è un vero marchio di fabbrica. Perché passano gli anni, ma la silouhette della naked Ducati è assolutamente inconfondibile.Anche perché non mancano ovviamente tutti i punti cardine di ogni progetto Ducati, telaio a traliccio e monobraccio posteriore. Non ci sono sospensioni elettroniche, ma Öhlins firma forcella e monoammortizzatore, Brembo (partner storico di Ducati) i freni degni di una Superbike. L’elettronica è di alto livello sotto il cappello del Ducati Safety Pack si nascondono i vari riding mode che si interfacciano con ABS cornering, Traction control e Wheelie Control.Come tutte le Ducati, anche la Monster è una moto piuttosto “lunga”, la particolare disposizione dei cilindri a L non facilita le cose quando si cercano interassi compatti e non è un caso che i suoi 1.485 millimetri di interasse siano la misura più generosa tra tutte le moto del nostro confronto. In compenso le quote di sterzo sono agili: 23,3 gradi di inclinazione cannotto e 86,5 mm di avancorsa. Peso nella media: 187 kg a secco, il serbatoio è il più piccolo del lotto: 16,5 litri. Una particolarità arriva dalla sella regolabile su due posizioni, la più bassa di tutte: solo 795 millimetri da terra.

RIDE

Tra linee spigolose, iperaggressive e fari tagliati con l’accetta, il faro tondo e la morbidezza della Ducati Monster 1200 sono quasi rassicuranti. Una linea senza tempo che ancora oggi a livello di design la rende, parere personale di chi scrive, una delle naked sportive più eleganti. La tradizione è rispettata, e devo dire che effettivamente le ultime evoluzioni hanno effettivamente migliorato la naked di Borgo Panigale dal punto di vista dell’efficacia di guida.Sempre amante del misto veloce, che gradisce più dello stretto, la Monster è migliorata anche quando la strada si fa tortuosa e ha migliorato anche il feeling con l’avantreno. Il problema -per lei- è che in questo confronto lo scontro è davvero titanico. Se dal punto di vista della dotazione di serie, del funzionamento di sospensioni e freni e anche dei controlli elettronici la Monster conquista voti alti (davvero nulla da dire), la posizione di guida e la protezione aerodinamica sono i punti in cui soffre di più. L’erogazione del Testastretta, va detto, è ottimamente calibrata per la guida stradale. Il bicilndrico Ducati è potente, ma non spaventa, rassicura.C’è tutto quel che serve per una guida stradale, anche veloce, ma per quanto molto migliorata per elasticità e range di regime utile rispetto al passato (e questo è un dato di fatto) la Monster non riesce a competere con i plurifrazionati. Ma nemmeno con quanto è riuscita ad ottenere KTM dal suo V2. Sospensioni ben tarate, freni eccellenti e anche un tasso di vibrazioni piuttosto basso aiutano la Monster dal punto di vista del comfort.Peccato che la posizione di guida sia pressoché “obbligata” da una sella che non consente di spostarsi longitudinalmente e poco trasversalmente. Per cui si guida un po’ incastrati, sella bassa ginocchia piegate e il manubrio un po’ in alto che non ti aiuta quanto a braccio di leva. Se guidi solo lei per un tratto capisci che alla fine la Monster è una moto valida. Poi però purtroppo per lei guidi anche le altre… La pista non è il suo habitat, e questo è un dato di fatto e non tanto per le prestazioni che comunque sono buone ma perché alla difficoltà di movimento in sella (problema che ovviamente in pista è più enfatizzato rispetto alla strada) si aggiungono una luce a terra limitata e un certo sottosterzo. Peccato perché come detto controlli e sospensioni, anche in pista, sono davvero eccellenti. Sulla Monster l’elettronica taglia poco non invade, i freni non si stancano mai e le Öhlins meccaniche (tarate secondo indicazioni Ducati) si comportano davvero bene, meglio di qualche semiattiva…

LA MONSTER AI PUNTI

PUNTEGGIO STRADA 1786 PUNTI
PUNTEGGIO PISTA 180 PUNTI
PUNTEGGIO TOTALE 1966 PUNTI
CONSUMO MEDIO RILEVATO 18,98 Km/Litro

 

APRILIA TUONO 1100 FACTORY

BMW S1000R

KTM 1290 SUPER DUKE R

TRIUMPH SPEED TRIPLE RS

L’ITINERARIO

LE GOMME DEL CONFRONTO

COME ABBIAMO VOTATO