Prova Volkswagen T-Roc

20 ottobre 2017 - 10:10

Arriva in gruppo tra gli ultimi, guarda tutti dritto negli occhi, mostra i muscoli e fa subito la voce grossa. E no, non è un bullo. Parliamo, piuttosto, della SUV Volkswagen T-Roc. Destinata a scendere in lizza nel segmento di mercato più frizzante, combattuto e attraente del momento, vale a dire quello delle sport utility compatte, punta su di una linea molto sportiva, finiture interne degne della sorella maggiore Tiguan, la disponibilità della trazione integrale e una dotazione di sicurezza completa che, sin dalla versione entry level, propone di serie plus di pregio quali la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, il mantenimento attivo della corsia, il monitoraggio della stanchezza del conducente, il cruise control adattivo con assistenza alla marcia in colonna e i sensori di parcheggio sia anteriori sia posteriori.


In concessionaria a gennaio 2018
La T-Roc è un’auto brillante, dal comportamento stradale appagante e con una dote rara, per la categoria, quanto un vestito accollato di Diletta Leotta; ha del carattere. Sia a livello dinamico sia per quanto concerne la raffinatezza delle dotazioni multimediali. Muscolosa e hi-tech, trova nel propulsore 2.0 TDI da 150 cv, oggetto della nostra prova, il completamento ideale, potendo contare su buone prestazioni, consumi sotto controllo e una generosa erogazione di coppia. Proposta con prezzi a partire da 22.850 euro, necessari per entrare in possesso della 1.0 TSI (tre cilindri turbo benzina) da 115 cv nell’allestimento entry level Style, è, con buona pace di Ligabue, una piccola stella che ha trovato il proprio cielo.

La 2.0 TDI 150 cv Advanced DSG 4Motion provata, nello specifico, costa 34.400 euro.

LIVE

Passerà inosservata quanto Sabrina Ferilli in perizoma durante i festeggiamenti per lo scudetto della Roma. Del resto, la nuova T-Roc non fa nulla per restare sotto traccia, esibendo una linea sportiva, aggressiva, forte di un andamento del tetto in stile coupé, di passaruota muscolosi con cornici plastiche a contrasto, di montanti posteriori massicci, di protezioni sottoscocca di derivazione off road e della verniciatura bicolore (il must del momento) di serie. Lunga 4,23 metri, vale a dire 25,2 cm in meno rispetto alla “sorella maggiore” Tiguan, la T-Roc è una SUV dalla linea globale, dedicata tanto al pubblico europeo quanto a quello mondiale.


Bagagliaio al top della categoria
L’estro estetico della vettura, esteso al layout dell’abitacolo, non va a discapito della praticità, dal momento che guidatore e passeggero anteriore beneficiano di un’abitabilità da riferimento, mentre gli occupanti del divanetto godono di un alloggiamento solo discreto. Lo spazio per le gambe di quanti siedono in seconda fila non è infatti tra i più generosi e la linea del tetto spiovente provoca qualche contatto indesiderato tra padiglione e capo dei soggetti più alti. In compenso, il bagagliaio ha una capienza di 445 litri con cinque persone a bordo, espandibile a 1.290 litri abbattendo il divanetto frazionabile 40/60. Valori tra i migliori del segmento. Basti pensare, in proposito, come la “cugina” Audi Q2 si attesti a 405/1.050 litri, mentre due best seller quali la Fiat 500X e la Peugeot 2008 non si spingano oltre, rispettivamente, i 350/1.000 litri e i 360/1.194 litri.


Display touch da 8 pollici
Basata sulla nota piattaforma MQB e ispirata all’omonima concept del 2014 – un prototipo apparso sin da subito come un vero e proprio manifesto programmatico di come sarebbero state le sport utility del futuro secondo la Volkswagen – la T-Roc è una vettura dalla spiccata vocazione hi-tech. Non a caso, alla disponibilità della strumentazione integralmente digitale, inclusa nella versione top di gamma Advanced e forte di un display da 11,7 pollici, affianca un touchscreen da 8 pollici (di serie sin dall’allestimento d’ingresso) e un sistema multimediale compatibile con i comandi vocali, il Bluetooth e la navigazione satellitare oltre che con gli standard Apple CarPlay, Android Auto e MirrorLink per il dialogo privilegiato con gli smartphone. Immancabile, come ormai consuetudine per le vetture d’ultima generazione, una nutrita serie di servizi online. Attingendo agli optional è inoltre possibile beneficiare della ricarica induttiva (wireless) dei device portatili e della radio digitale, mentre in un secondo momento sarà possibile disporre del pacchetto di servizi Security & Service che offre assistenza in ogni situazione, specie in caso d’emergenza.


Frenata automatica d’emergenza di serie
Disponibile in Italia in due allestimenti – Style e Advanced – la T-Roc convince per la razionalità dei comandi, come consuetudine in casa Volkswagen, e per una caratteristica tutt’altro che scontata per un modello teutonico: la ricercatezza delle finiture in abitacolo. Al rigore della Tiguan subentrano, volendo, accostamenti cromatici frizzanti e materiali di ottima qualità che avvicinano la SUV di Wolfsburg alla “cugina” premium Audi Q2. E la sicurezza? Al top. Alle dotazioni di serie sin dall’allestimento base si accompagna la disponibilità di ulteriori tecnologie quali l’avviso d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco, il monitoraggio del traffico alle spalle del veicolo in manovra, la gestione attiva degli abbaglianti e l’assistenza al parcheggio.

DRIVE

La T-Roc si avvale di moderni motori a 3 e 4 cilindri sovralimentati a iniezione diretta, in parte derivati dalla berlina compatta Polo, in parte dalla Golf. Più precisamente un tricilindrico 1.0 TSI da 115 cv e, sempre lato benzina, un quadricilindrico 1.5 TSI da 150 cv (a disattivazione parziale dei cilindri). Quanto ai Diesel, spiccano un 1.6 TDI da 115 cv – in arrivo nel corso del 2018 – e un 2.0 TDI nelle versioni da 150 e 190 cv. Step più spinto anch’esso atteso successivamente alla fase di lancio. Trasmissioni, secondo tradizione Volkswagen, manuale a 6 rapporti oppure automatica a doppia frizione DSG a 7 marce (costa 2.000 euro). Quanto al sistema di trazione, alla soluzione basata sulle sole ruote anteriori si affianca la variante 4WD 4Motion, dedicata ai motori 1.5 TSI e 2.0 TDI.


Cinque programmi di guida per le versioni 4WD
Immaginate di fronteggiare un intero esercito. E di essere soli. Ci sono due opzioni: scappare a gambe levate oppure sfidare il nemico a viso aperto, menando fendenti a destra e a manca. Volkswagen, con la nuova T-Roc, ha optato per la seconda strategia. E infatti la sport utility tedesca sfodera un comportamento dinamico da riferimento per la categoria. A una spiccata rapidità d’ingresso di curva, complice l’avantreno rigoroso nel mantenere la traiettoria impostata, fa seguito una limitata tendenza al coricamento laterale. Caratteristica, quest’ultima, enfatizzata dalla previsione di serie, limitatamente alle versioni a trazione integrale, di un selettore delle modalità di guida (Standard, Street, Snow, Offroad e Offroad Individual). Una tecnologia denominata 4Motion Active Control, in grado d’influire sulle sospensioni a controllo elettronico (1.300 euro), sull’erogazione del motore, sulla logica di gestione del cambio automatico (qualora presente) e sull’elettronica. Optando per il programma Street e per il profilo Sport è così possibile sfruttare appieno l’agilità della T-Roc. Un’auto che, quanto a efficacia nel misto, ha ben poco da invidiare a una berlina.


Parola d’ordine elasticità per il 2.0 TDI
2.0 TDI da 150 cv, 4WD e trasmissione a doppia frizione DSG: la ricetta perfetta per la nuova T-Roc. Il 4 cilindri in linea 16V di 1.968 cc protagonista della nostra prova, accreditato di 150 cv e 340 Nm di coppia, sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile e forte dell’iniezione diretta del gasolio mediante iniettori piezoelettrici a 8 fori, sfodera una notevole elasticità: reattivo sin dai regimi più bassi (1.700 giri/min), progressivo nell’erogazione e scarsamente afflitto dal turbo lag, è anche mediamente propenso all’allungo, tanto che la zona rossa del contagiri si rivela tutt’altro che un miraggio. Un carattere estremamente trattabile, ulteriormente enfatizzato dal cambio a doppia frizione DSG, rapido nei passaggi di rapporto e, soprattutto, pressoché impercettibile negli innesti, a tutto vantaggio del comfort.


Frizione Haldex e luce da terra di 16,1 cm
Grazie alla generosa erogazione di coppia del 2.0 TDI da 150 cv e alla rapidità del cambio DSG, la T-Roc 4Motion scatta da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi. Un tempo degno di considerazione, specie a fronte della percorrenza media dichiarata di 19,6 km/l, cui concorre il peso della vettura contenuto in 1.455 kg. In presenza di superfici a ridotta aderenza si apprezza l’operato della frizione a lamelle Haldex di quinta generazione: non è necessario attendere lo slittamento delle ruote anteriori per provocare la ripartizione della coppia verso il retrotreno. Grazie a una specifica pompa elettrica che genera la variazione di pressione dell’olio necessaria per agire sulla frizione, la distribuzione dei kgm avviene preventivamente alla perdita d’aderenza delle ruote anteriori. Così facendo, la T-Roc non teme fango, erba bagnata o neve, pur essendo una SUV dall’indole prettamente stradale, come confermato dall’altezza minima da terra di 16,1 cm; inferiore alla media della categoria.


Un’auto dai due volti
Viaggiando fuori città, specie qualora si opti per le sospensioni elettroniche adattive DCC, si apprezza la “doppia natura” della T-Roc. Precisa e sportiveggiante forzando il ritmo, confortevole e rilassante passeggiando. Un’auto dai due volti, moderna, tecnologica e con una dote sinora estranea alla produzione Volkswagen: l’originalità estetica.


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