Prova Seat Arona

18 ottobre 2017 - 15:10

La sfida che attende la nuova Seat Arona, al debutto tra le SUV compatte, ricorda quella di Kung Fu Panda contro le “Leggende Leggendarie”. Una outsider dalle dimensioni contenute, agile, scattante e con tante frecce al proprio arco che affronta senza alcun timore reverenziale i “mostri sacri” della categoria. Forte di una vitalità, sia estetica sia dinamica, tutt’altro che scontata all’interno di un segmento che da un lato rappresenta la gallina dalle uova d’oro per i costruttori, ma che dall’altro appare combattuto come non mai. Basti pensare, in proposito, come la sport utility spagnola sia chiamata a tenere testa a best seller quali la Fiat 500X, la Peugeot 2008 e la rinnovata Renault Captur, oltre a una nutrita serie di nuove proposte come la Citroën C3 Aircross, la Opel Crossland X e le “gemelle” Hyundai Kona e Kia Stonic.

Prezzi da 16.950 euro
Pratica, funzionale, dalla guida appagante ed estremamente intuitiva, la nuova Arona, tra le SUV più leggere sul mercato, riesce a fare proprie tutte le doti della compatta Ibiza, aggiungendovi una duttilità sconosciuta alla berlina, una posizione di guida rialzata e una capacità di carico degna di nota. Con prezzi a partire da 16.950 euro – ma al lancio la versione d’attacco sarà scontata a 14.500 euro – necessari per entrare in possesso della 1.0 TSI (turbo benzina) da 95 cv in allestimento Reference, corredata di serie di plus quali il sistema multimediale con display da 5 pollici, la frenata automatica d’emergenza, l’assistenza alla partenza in salita, la connettività Bluetooth/AUX/USB, i retrovisori elettrici, il climatizzatore manuale e gli immancabili ABS, ESP e 6 air bag. La 1.0 TSI da 115 cv nella versione top di gamma Xcellence, protagonista della nostra prova, costa 21.470 euro.

LIVE

Derivata dalla quinta generazione della berlina compatta Ibiza, la Arona si colloca in gamma un gradino più in basso rispetto alla “sorella maggiore” Ateca e, analogamente alla citata Ibiza e alla nuova Volkswagen Polo, si basa sulla piattaforma modulare MQB A0. Lunga 4,14 metri, si colloca a pieno titolo nel segmento delle B-SUV, vale a dire le sport utility di dimensioni inferiori o uguali a 4,2 metri.


Generosa abitabilità anteriore
Nonostante gli ingombri contenuti, la SUV spagnola può contare su di un’ottima abitabilità anteriore, dato che guidatore e passeggero godono di ampio spazio a livello tanto delle gambe quanto della testa. Dato però che, come spesso accade, la coperta è corta, e quindi tirando da una parte ci si scopre dall’altra, l’alloggiamento riservato agli occupanti del divanetto, frazionabile 40/60, non è altrettanto regale. Se, infatti, da un lato non si registra alcun contatto indesiderato tra capo e cielo della vettura, dall’altro lo spazio riservato agli arti inferiori è ridotto. Inferiore, per un confronto, a una rivale diretta quale la Renault Captur.


Bagagliaio al top della categoria
Non è la SUV compatta dall’abitabilità posteriore più generosa sul mercato; in compenso, la capienza del bagagliaio si attesta a 400 litri con cinque persone a bordo. Un valore tra i migliori della categoria. Si consideri, in proposito, come una concorrente affermata quale la citata Peugeot 2008 non faccia meglio di 360 litri e una best seller come la Fiat 500X si debba “accontentare” di 350 litri. Tanta praticità, rafforzata dalla disponibilità di un sottofondo e di ganci appendiborse all’interno del vano di carico, non va a discapito del design, dato che la sport utility spagnola può contare sulla verniciatura bicolore, un must a dire il vero condiviso dalla maggioranza delle concorrenti, su ben 68 combinazioni cromatiche, su di una linea gradevole e un’altezza da terra di 19 cm; superiore alla media del segmento.


Display touch da 8 pollici
Prodotta a Martorell, in Spagna, e proposta al lancio negli allestimenti Reference, Style e Xcellence – la variante sportiva FR debutterà in seguito – la nuova Arona riprende fedelmente il layout dell’abitacolo della Ibiza, caratterizzato dal display touchscreen da 8 pollici al centro della plancia, perno del sistema multimediale (di serie per la top di gamma Xcellence). Infotainment forte, nel dettaglio, della connettività agevolata con gli smartphone – sono previsti tutti e tre i principali protocolli di “dialogo” tra vettura e device portatili, vale a dire Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink – così come della ricarica induttiva per i cellulari.


Frenata automatica d’emergenza
La raffinatezza della SUV spagnola, caratterizzata da materiali di buona qualità e da finiture abbastanza curate, trova conferma nella ricchezza della dotazione di sicurezza. Alla frenata automatica d’emergenza – di serie sin dall’allestimento base – si possono affiancare il cruise control adattivo, l’accesso hands free all’auto (con pulsante d’accensione), l’assistenza alla partenza in salita, il controllo della stanchezza del conducente, il monitoraggio del traffico alle spalle del veicolo, l’avviso d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori oltre alla telecamera in retromarcia. In aggiunta, dal 2018 sarà possibile optare per la strumentazione integralmente digitale e per il servizio vocale interattivo Amazon Alexa. Arona è una vettura dalla vocazione decisamente hi-tech.

DRIVE

Sali a bordo, e ti sembra di conoscerla da sempre. Non tanto perché l’abitacolo ricalca quello dell’Ibiza, fatta eccezione per la seduta rialzata, quanto piuttosto perché le generose regolazioni sia dello sterzo sia del sedile, personalizzabile in longitudine, altezza e nell’inclinazione dello schienale – quest’ultimo adattabile progressivamente piuttosto che affidandosi alla meno precisa soluzione a scatti – consentono a chiunque d’instaurare un immediato feeling con la vettura. Proprio il feeling, del resto, è il Leitmotiv della nuova Arona. Un’auto estremamente intuitiva, dal comportamento sincero e dalle reazioni ampiamente prevedibili. Una vettura che ambisce al trono della categoria quanto a stabilità del retrotreno, a bilanciamento globale e a rigore direzionale dell’avantreno.


È tra le SUV più agili sul mercato
Le doti dinamiche della Arona, tra le SUV più leggere della categoria – pesa solamente 1.112 kg con il 1.0 TSI da 115 cv e il cambio manuale – consentono sia di guidare in souplesse, godendo della taratura delle sospensioni votata al comfort, sia di forzare il ritmo, complici un rollio e beccheggio mai eccessivi. Supportati, oltretutto, da uno sterzo dalla servoassistenza elettrica generosa – tutt’altro che affaticante in manovra – e da un impianto frenante ben modulabile. Certo la vettura, fatta eccezione per la versione FR (Formula Racing), non ha ambizioni sportive, ma viaggiare risulta particolarmente piacevole e togliersi qualche soddisfazione nel misto non è un miraggio.


Solo a trazione anteriore
Disponibile esclusivamente a trazione anteriore, analogamente alle best seller Peugeot 2008 e Renault Captur, e caratterizzata da sospensioni McPherson all’avantreno e a ruote interconnesse al retrotreno, la Arona condivide con l’Ibiza la gamma motori. Sono pertanto previsti un tricilindrico 1.0 TSI, vale a dire turbo a iniezione diretta della benzina, da 95 o 115 cv (quest’ultimo step protagonista delle nostra prova) e un più performante quattro cilindri 1.5 TSI da 150 cv, portato al debutto dalla Volkswagen Golf VII restyling, abbinato al solo allestimento FR e contraddistinto dalla disattivazione parziale dei cilindri. Lato Diesel, cardine della gamma è il noto 1.6 TDI – in arrivo nel 2018 – disponibile nelle configurazioni da 95 e 115 cv. Non manca, infine, una versione bifuel a metano da 90 cv del 1.0 TSI, ordinabile dalla metà del prossimo anno. Trasmissioni manuale a 5 o 6 rapporti oppure, limitatamente al 1.0 TSI da 115 cv e al 1.6 TDI da 95 cv, automatica a doppia frizione DSG a 7 marce.


Oltre 20 km/l per il 1.0 TSI da 115 cv
Qualsiasi dote possa sfoggiare la Arona, è solo un corollario rispetto alla vera perla dentro la conchiglia portata in dote dalla sport utility spagnola. Vale a dire il tricilindrico 1.0 turbo benzina da 115 cv. Un’unità pronta sin dai regimi più bassi, con un turbo lag minimo e un’erogazione di coppia (200 Nm) tanto generosa da ricordare l’indole dei moderni turbodiesel. Con, in aggiunta, una propensione all’allungo sconosciuta ai propulsori a gasolio. La quadratura del cerchio. Il tutto a fronte di una notevole elasticità, di uno scatto da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi – complice la trasmissione manuale a 6 marce – di una velocità massima di 182 km/h e, soprattutto, di una percorrenza media nell’ordine dei 20,4 km/l. Davvero difficile pretendere di più. O meglio, è possibile a patto di attendere il debutto della variante FR che porta in dote il sistema Seat Drive Profile. Una tecnologia che consente di optare per quattro programmi di marcia in base ai quali vengono adattate la servoassistenza dello sterzo, l’erogazione del motore, la logica di gestione del cambio automatico e la taratura degli ammortizzatori a controllo elettronico.


Feeling immediato
Pratica ma al tempo stesso sbarazzina, concreta ma non per questo scontata, confortevole pur potendo sfoggiare un comportamento brillante, la Seat Arona ha frecce appuntite al proprio arco grazie alle quali farsi largo in un segmento di mercato a dir poco affollato. Con, in più, una dote tutt’altro che scontata: un feeling da riferimento. Darle del tu è un istante, lasciarsi prendere per mano quanto di più facile.


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