Prova Skoda Karoq

11 ottobre 2017 - 9:10

Ha mandato in pensione la Yeti, SUV dalla spiccata personalità, e si appresta a cimentarsi in uno dei segmenti più affollati e competitivi del mercato. La nuova Skoda Karoq nasce con alle spalle una grande responsabilità. Lei, però, non sembra per nulla intimorita, forte di un aspetto gradevole, di finiture di buon livello, di un notevole spazio in abitacolo e di una capacità di carico tra le migliori della categoria. Oltre ad alcune soluzioni “furbe”, come la possibilità di rimuovere agevolmente le sedute del divanetto, che le consentono di distinguersi dalla massa delle sport utility compatte.


In concessionaria da gennaio 2018
Attesa nelle concessionarie italiane da gennaio 2018, la Karoq è disponibile negli allestimenti Ambition, Executive e Style. Sin dalla versione entry level è corredata di alcune dotazioni di pregio quali la frenata automatica d’emergenza, la radio con display touch da 8 pollici e connettività estesa, il climatizzatore automatico bizona, i sensori di parcheggio e i cerchi in lega da 17 pollici. Un piatto decisamente invitante, ulteriormente arricchito da una guida brillante e nel caso delle varianti 4WD da una buona mobilità off road, proposto a partire da 23.850 euro, necessari per acquistare la 1.0 TSI – tre cilindri turbo a iniezione diretta della benzina – da 115 cv con cambio manuale e trazione anteriore. Il listino delle Diesel parte da 26.100 euro, prezzo della 1.6 TDI da 115 cv in configurazione 2WD. La vettura da noi provata, 2.0 TDI 150 cv 4×4 DSG, è proposta a 31.450 euro nell’allestimento entry level Ambition.

LIVE

Continua l’offensiva Skoda nel segmento delle SUV. Dopo la Kodiaq, ecco debuttare la Karoq, erede – come accennato – della conosciuta Yeti. Quest’ultima, sul mercato dal 2009, esce definitivamente di scena, cedendo il passo a una moderna, ma esteticamente più convenzionale, sport utility dalle dimensioni compatte. Una vettura che ha nell’abitabilità e nella capacità di carico due punti di forza. Nel primo caso, tanto il guidatore e il passeggero anteriore godono di ampio spazio a livello delle gambe, nonostante i generosi ingombri della console, e della testa, quanto gli occupanti del divanetto beneficiano di un’accoglienza tra le migliori della categoria. Anche i più alti, nel dettaglio, non lamentano contatti tra il capo e il cielo della vettura, mentre gli arti inferiori risentono solamente della presenza dei tavolini ripiegabili collocati lungo gli schienali dei sedili della prima fila. Una soluzione pratica, ma che “ruba” qualche centimetro in abitacolo.


Seduta rialzata e ottima visibilità
Vietato criticare. La posizione di guida, moderatamente rialzata in perfetto stile SUV, porta in dote una buona visibilità e beneficia del corretto allineamento tra pedaliera, volante, generosamente adattabile in profondità e altezza, e sedile, pluriregolabile e corredato di uno schienale personalizzabile nel supporto lombare. Difficile pretendere di più. O meglio, si potrebbe desiderare un buon inserimento nel corpo vettura. Detto fatto, la Karoq regala un feeling immediato, ulteriormente rafforzato dalla razionale disposizione dei comandi e dall’intuitiva gestione del sistema multimediale.


Capacità di carico ai vertici della categoria
Una vettura tutta praticità, poco emozionante e dalle linee anonime? Tutt’altro. Il design è gradevole, reso ancor più dinamico dai gruppi ottici full LED (di serie a partire dall’allestimento Executive) così come dagli archi passaruota in plastica grezza, a contrasto rispetto alla carrozzeria per le versioni 4×4, votati ad accentuare la vocazione all terrain dell’auto. Quanto alle dimensioni, con una lunghezza di 4,38 metri, la SUV boema è 16 cm più grande della Yeti e al tempo stesso ben 32 cm più corta della “sorella maggiore” Kodiaq. 4,38 metri che, nel dettaglio, costituiscono un valore identico alla best seller del segmento Nissan Qashqai, ottenuto anche grazie a un interasse di 2,63 metri che gioca a favore sia del comfort sia della capacità di carico, compresa tra 521 e 1.630 litri. Valori nettamente superiori alla citata Qashqai, forte di 430/1.533 litri, e ulteriormente migliorabili (sino a 1.810 litri) qualora si decida di rinunciare al divanetto frazionabile 40/20/40 – oltretutto scorrevole e regolabile nell’inclinazione degli schienali – trasformando la vettura in una variante “full cargo”. Una possibilità di serie per la versione top di gamma Style, cui può essere affiancato il portellone elettrico gestibile grazie al semplice movimento del piede. Il massimo della praticità.


Piattaforma modulare MQB
Basata sulla piattaforma modulare MQB, condivisa con la Seat Ateca, l’Audi Q2 e la Volkswagen Tiguan, la Karoq attinge anche ad altre tecnologie comuni all’interno del Gruppo VW. Ad esempio alla strumentazione integralmente digitale – una prima assoluta per il marchio Skoda – così come alle sospensioni a controllo elettronico (consentono di scegliere tra 3 diversi setup) e al moderno sistema multimediale Columbus, top di gamma, completo di display touch da 9,2 pollici, lettore CD/DVD, hotspot Wi-Fi LTE, servizi online CarConnect, chiamata d’emergenza e protocolli Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink per un dialogo privilegiato tra vettura e smartphone. Una dotazione oltretutto compatibile con i comandi sia vocali sia gestuali oltre che con la possibilità di ricaricare induttivamente (wireless) il cellulare.

Sino a 9 air bag
Analogamente alle “cugine” Volkswagen Tiguan e Seat Ateca, anche la Karoq si fregia di tutti i più recenti ritrovati in materia di sicurezza e assistenza alla guida, a partire dalla disponibilità di un massimo di 9 air bag e dalla frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, senza dimenticare il parcheggio semi-autonomo, il cruise control adattivo, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia con mantenimento attivo della carreggiata, l’avvertimento d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco, il monitoraggio del traffico alle spalle del veicolo e la telecamera in retromarcia. Tecnologie cui si affiancano la lettura della segnaletica stradale, l’analisi della stanchezza del conducente, la gestione attiva dei fari e la chiamata d’emergenza. Come se non bastasse, l’innovativo servizio di service proattivo consente di concordare un intervento di manutenzione in scadenza direttamente dalla vettura. Un “pacchetto” al top della categoria.

DRIVE

La nuova Karoq può contare, al lancio, su quattro motorizzazioni sovralimentate a iniezione diretta. Lato benzina, al tricilindrico 1.0 TSI da 115 cv e 175 Nm di coppia, accreditato di una percorrenza media di 19,2 km/l, si affianca il quadricilindrico 1.5 TSI da 150 cv e 250 Nm, portato al debutto dalla più recente generazione della Volkswagen Golf nonché forte della disattivazione parziale dei cilindri nelle fasi non di carico del propulsore. Quanto ai Diesel, è possibile scegliere tra il 1.6 TDI da 115 cv e 250 Nm, con consumi di 4,5 litri ogni 100 km, e il 2.0 TDI da 150 cv e 340 Nm. Quest’ultimo corredato di serie della trazione integrale. Per tutte, cambio manuale a 6 rapporti o automatico a doppia frizione DSG a 7 marce (unica opzione prevista per la 1.5 TSI).


Avantreno preciso e rapido in inserimento
In Italia la best seller sarà, molto probabilmente, la 1.6 TDI a trazione anteriore, ma per cogliere appieno le potenzialità della Karoq non c’è nulla di meglio dell’abbinamento tra il 2.0 TDI da 150 cv, le 4WD e la trasmissione a doppia frizione DSG. Quattro ruote motrici che, oltretutto, portano in dote una raffinata configurazione Multilink delle sospensioni al retrotreno, mentre l’avantreno è di tipo McPherson per tutte. La “ricetta” Karoq è così completa. Un piatto ricco reso ancor più piccante dalla guida brillante, complice la capacità delle sospensioni di copiare efficacemente le imperfezioni dell’asfalto senza per questo concedere eccessivo spazio all’emergere del rollio e del beccheggio. Non meno convincente la rapidità d’inserimento in curva e la scarsa propensione al sottosterzo. Caratteristiche che consentono da un lato di viaggiare nel massimo comfort, dall’altro di togliersi qualche soddisfazione nel misto, supportati da una vettura sincera, reattiva, dal feeling immediato anche grazie alla stabilità del retrotreno.


2.0 td reattivo ai bassi, ma con poco allungo
Il 4 cilindri in linea 16V di 1.968 cc protagonista della nostra prova, accreditato di 150 cv e 340 Nm di coppia, sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile e forte dell’iniezione diretta del gasolio mediante iniettori piezoelettrici a 8 fori, ha un carattere tutt’altro che “esplosivo”: reattivo sin dai regimi più bassi (1.700 giri/min), progressivo nell’erogazione e scarsamente afflitto da turbo lag, è poco propenso all’allungo, tanto che la zona rossa del contagiri resta un miraggio causa il marcato scemare della spinta sin da 4.000 giri. Non è una forza della natura. Un carattere sornione reso meno evidente dall’intervento del cambio a doppia frizione DSG, rapido nei passaggi di rapporto e, soprattutto, pressoché impercettibile negli innesti, a tutto vantaggio del comfort.


5 programmi di marcia e setup Off Road
Nonostante l’indole tutt’altro che esplosiva del 2.0 TDI da 150 cv, la Karoq 4×4 DSG scatta da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi. Un tempo degno di considerazione, specie a fronte della percorrenza media dichiarata di 19,2 km/l, cui concorre il peso della vettura contenuto in 1.516 kg. Un valore in linea con la rivale Nissan Qashqai 1.6 dCi 4WD (1.527 kg); quest’ultima però corredata di una meno raffinata trasmissione manuale. La leggerezza, del resto, è uno dei principali pregi della SUV ceca e influisce positivamente, come accennato, anche sul comportamento dinamico. Una sensazione di dinamismo rafforzata dallo sterzo abbastanza comunicativo, pronta a emergere anche lontano dall’asfalto complice la possibilità di optare per diverse modalità di guida – Normal, Sport, Eco e Individual – cui si affiancano il programma Snow e il setup Off Road, di serie per le versioni 4WD.


Frizione a lamelle Haldex
Il programma Off Road, nel dettaglio, agisce sull’elettronica, sui punti d’innesto della trasmissione automatica, sulla risposta dell’ABS, sull’erogazione del propulsore e sulla taratura sia del differenziale elettronico sia delle sospensioni regolabili, garantendo una buona mobilità fuoristrada. Per ottimizzare ulteriormente il rendimento della vettura non mancano la limitazione della velocità in discesa e l’assistenza alla partenza in salita, cui possono aggiungersi protezioni sottoscocca specifiche incluse nel pacchetto rough roads. Lungo i fondi a ridotta aderenza si apprezza in particolar modo l’operato della frizione a lamelle Haldex di quinta generazione, identica a quanto adottato dai modelli Volkswagen 4Motion: non è necessario attendere lo slittamento delle ruote anteriori per provocare la ripartizione della coppia verso il retrotreno. Grazie a una specifica pompa elettrica che genera la variazione di pressione dell’olio necessaria per agire sulla frizione, la distribuzione dei kgm avviene preventivamente alla perdita d’aderenza delle ruote anteriori.


Pretendente al trono
Intuitiva, agile, sincera nelle reazioni e al tempo stesso confortevole e con una buona propensione alla marcia fuoristrada: la nuova Karoq è pronta a conquistare una fetta rilevante del segmento delle SUV compatte. La torta più invitante del momento. Con, in più, una serie di “ciliegine” costituite da un’abitabilità, una dotazione hi-tech e una praticità sconosciute a gran parte delle concorrenti. Farà strada.


Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MINI Clubman JCW posteriore

MINI Clubman John Cooper Works, 306 cv con stile. La prova

Volkswagen Golf 1974 grigia

Youngtimer – Volkswagen Golf, storia delle prime 7. In attesa dell’ottava

Volvo XC40 milano

Volvo XC40, i motivi di un successo. Test [VIDEO]